Krsna descrive se stesso

Krishna_and_Arjun_on_the_chariot,_Mahabharata,_18th-19th_century,_India

(III sec. a.C.) Baghavad Gita, 10, passim

Ascolta e ti rivelerò alcune manifestazioni della Mia Gloria Divina, ma solo le più maestose, Arjuna, poiché non c’è mai fine alle Mie manifestazioni.

Io sono il Sé che risiede nel cuore di tutti gli esseri.

Io sono l’inizio, il mezzo e la fine di tutto ciò che vive. […]
Tra gli alberi Io sono l’albero della vita, e tra profeti celestiali Narada.

Tra i celesti musicisti (Gandharva), sono Chitraratha; e tra i saggi sulla terra, sono Kapila.
Tra i cavalli, Io sono il cavallo di Indra, e tra gli elefanti Io sono il suo elefante Airavata.

Tra gli uomini Io sono il re degli uomini. […]

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I gradi dell’elevazione dell’uomo

Baghavad Gita (III sec. a.C. ?)

Arjun-krishna

Nella Baghavad Gita, il poema indù, Krsna parla ad Arjuna, simbolo dell’uomo che deve combattere la battaglia per la propria liberazione. A lui il dio indica i vari gradi con cui può elevarsi fino alla moksa, la salvezza di chi è infine liberato.

In me solamente riponi l’animo tuo,

in me fa che il tuo intelletto dimori;
in me soltanto tu dimorerai,
allora non soffrirai più di insicurezze.
Se poi non sei capace di fissare il tuo pensiero su di me stabilmente,
cerca almeno di attingermi con l’esercizio della concentrazione.
Se sei incapace anche di questo, dell’esercizio di concentrazione
fa’ in modo che la tua opera sia a me rivolta;
anche compiendo azioni, se hai me come fine, potrai ottenere il compimento.
E se tu non sei capace di fare neppure questo,
puoi cercare rifugio nell’azione offerta a me,
con il tuo sé sottomesso, rinuncia al frutto di ogni azione.
Migliore è la conoscenza che la pratica della concentrazione,
però alla conoscenza è superiore la meditazione,
alla meditazione è superiore la rinuncia al frutto dell’azione,
e alla rinuncia segue immediatamente la pace.