Così vorrei la mia chiesa

Giulio Bevilacqua

bevilacqua

Cristo contemporaneo, La Locusta, 1966, pp. 97ss

Cardinale, liturgista, una delle grandi figure conciliari da non dimenticare.

Vorrei che anche esternamente si presentasse al lontano, al diffidente, forse al nemico, come epifania del sacro; quindi non “semplice spazio ben concepito in funzione del suo uso sacro, ma spazio che esprime il sacro” (Guardini); spazio non sacro per la croce che è infissa sopra né per la statua che è incollata ai fianchi, ma sacro perché nettamente distinto da ogni altro spazio fabbricato attorno, sacro perché le sue linee calde sussurrano all’uomo massacrato della strada: Voi tutti che siete gravati dalla pena venite a me”.

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