Dio e la prostituta

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Una pagina ancora oggi di straordinaria potenza evocativa dal Discorso a Eutropio di Giovanni Crisostomo (344?-407)

È proprio una prostituta che Dio desiderava? Sì, una prostituta: cioè la nostra natura!  […]

E cosa fa? Non le manda come ambasciatori uno dei suoi servi, non manda un Angelo dalla prostituta o un Arcangelo, non manda i Cherubini, né i serafini; ma Lui stesso, innamorato, la raggiunge.  Ha desiderato una prostituta e cosa fa? Non avendo potuto lei elevarsi, è stato Lui ad abbassarsi. Viene nella sua capanna. La vede ubriaca! E in che modo viene? Senza manifestare esplicitamente la Sua divinità, ma divenendo identico a lei, perché lei, vedendolo non si spaventi, non si agiti e non gli scappi.

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Amore e giustizia

Simone Weil

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(1909-1943. Da Attente de Dieu)

Il Cristo ha detto … che avrebbe ringraziato un giorno i suoi benefattori dicendo loro: «Avevo fame e mi avete dato da mangiare.» Chi può diventare benefattore di Cristo se non Cristo stesso? Come può un uomo dar da mangiare a Cristo, se non è, almeno per un istante, innalzato a quello stato di cui parla san Paolo, per cui non è più lui che vive, ma il Cristo solo vive in lui?

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