Solo gli oppressi possono essere creativi

Rubem Azevedo Alves

(1933-  ) Il figlio del domani, Brescia 1974, passim: teologia della cattività

Figura tra le più importanti non solo della teologia ma della cultura brasiliana, Alves propone in questo brano, la cui stesura risale agli anni 70, ma che sembra scritto oggi, una provocazione attualissima: la creatività non appartiene a coloro che stanno sugli scranni del potere, ma agli oppressi, agli ultimi. E la cosa vale anche per il potere ecclesiale. Quando il governo delle anime non è più presso gli ultimi, finisce di essere creativo.

“La nostra generazione ha creduto d’essere ad una svolta della storia, e che un mondo nuovo stesse per sorgere. Ci sentivamo come gli ebrei dell’esodo verso la terra promessa. Oggi abbiamo la sensazione che la realtà sia ben diversa. Siamo esuli e prigionieri ed è improbabile che si possa, un giorno, vedere la terra promessa. Di qui nasce la nostra frustrazione. Che fare? […]

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