Quando l’angoscia vi prende…

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In occasione dell’incontro tra papa Francesco e il patriarca Kirill, un testo di una delle grandi voci ortodosse moderne, Pavel Evdokimov (per il testo integrale vedi www.dimensionesperanza.it

La preghiera comporta sempre un aspetto di sforzo. “Quando l’uomo si mette a pregare, gli ostacoli cercano di impedirlo…; l’orazione esige una lotta, un combattimento”, dicono i maestri. Origene nota sulla preghiera che l’ascesa di una montagna alta è faticosa. I maestri consigliano di fare “come se” l’ispirazione non facesse difetto, ed il miracolo della grazia s’opera.

Ma ancora, “perché pregare? Dio non sa ciò che ci occorre?”. Dio ascolta la nostra preghiera; la rettifica e ne fa un elemento che si aggiunge alla sua decisione. L’insistenza della vedova dell’Evangelo strappa una risposta ed esprime la potenza della fede [cfr. Luca 18, 1-8]. Forse l’inferno dipende anche dalla violenza dei santi, dalla fiamma della loro preghiera e che la salvezza di tutti, Dio la attende anche dalla nostra preghiera…

Non abbiamo tempo sufficiente per pregare? Ne abbiamo, molto più di quanto pensiamo.

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Il dolore delle chiusure

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Riporto qui l’articolo di un amico e autore, Enrico Impalà, pubblicato su http://www.synesio.it, al quale mi associo completamente, anche per una riflessione più globale: che cosa resterà della cultura e della libertà delle voci, quando alcune – di respiro internazionale – perdono persino la possibilità di pronunciarsi? Quello che qui di seguito è denunciato, purtroppo continua ad accadere, con la conseguenza di una perdita di contenuti e di possibilità di dialogo (si pensi alla chiusura di un’altra testata cristiana e dialogante: Il Regno). Ma forse, del dialogo pensante, ormai importa a pochi.  Eppure, ne sono certo, resisterà.

DARE VOCE

di Enrico Impalà

«Rammarico, dolore e sofferenza». Faccio mie le tre parole che Padre Giulio Albanese ha usato per descrivere il suo stato d’animo, dopo la chiusura della Missionary International Service News Agency (MISNA) l’agenzia di informazione da lui fondata nel 1997.

Come non condividere le sue parole? È una scelta fuori dal tempo e dalla storia, in contraddizione con l’inizio dell’Anno della misericordia e con la missione affidata a tutti noi da Papa Francesco: dare voce a chi non ha voce e raccontare le periferie del mondo. Una sfida culturale. E invece, proprio ora, mentre in regioni come la Repubblica Centrafricana, la Somalia, il Congo, succedono cose terribili, la MISNA viene chiusa.

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Spazio, tempo, profitto

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da Il Sabato di A. Heschel (1907-1972)

La civiltà tecnica è la conquista dello spazio da parte dell’uomo. E un trionfo al quale spesso si perviene sacrificando un elemento essenziale dell’esistenza, cioè il tempo. Nella civiltà tecnica, noi consumiamo il tempo per guadagnare lo spazio. Accrescere il nostro potere sullo spazio è il nostro principale obiettivo.

Tuttavia, avere di più non significa essere di più: il potere che noi conseguiamo sullo spazio termina bruscamente alla linea di confine del tempo: e il tempo è il cuore dell’esistenza. Conseguire il controllo dello spazio è certamente uno dei nostri compiti. Il pericolo comincia quando, acquistando potere sullo spazio, rinunciamo a tutte le aspirazioni nell’ambito del tempo.

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Dialogo, rispetto

Un breve video intenso, creato attorno a parole di papa Francesco: un esempio di cosa significa dialogo fra le religioni, rispetto dell’altro, ricerca della verità. Ma anche un esempio di comunicazione efficace del messaggio della fede e delle fedi, in mezzo a tante pseudoverità gridate. Mentre si avvicina la settimana per l’unità dei cristiani e per il dialogo interreligioso.

Costantino e un mito lungo 2000 anni

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Mi permetto di segnalare agli amici che è in libreria (pubblicato da Villaggio Maori Edizioni) la mia “fatica” sulla ricostruzione del mito costantiniano (e sulle origini dello Stato Pontificio). Non mi dilungo oltre, spero solo di aver fatto un lavoro onesto nel superare un mito che, nonostante da secoli svelato, continua a essere presente nell’immaginario occidentale e cristiano: il mito di un imperatore che avrebbe liberato il cristianesimo e permesso di costruire un’Europa cristiana grazie al suo sogno di una croce trasformata da pacificatrice a vessillo bellico; alla sua conversione (in verità: eretica), alla sua “donazione” (decisamente falsa).

Per chi volesse acquistare, ebook o libro: cliccare qui.

Spero, per chi vorrà assumersene la fatica, possa essere una lettura non troppo pesante e almeno un poco rivelante. Di seguito un breve assaggio.

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Sulla stupidità

Una breve riflessione sul libro bonhoefferiano LA VITA RESPONSABILE, da me curato in occasione del 70° anniversario del martirio del teologo di Tegel (9 aprile scorso) e registrato per il  sito www.synesio.it su cui pure è stato pubblicato.

Pastori che si lamentano

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D. Bonhoeffer, La vita comunitaria del cristiano, Città Nuova

Un pastore non deve lamentarsi della sua comunità né davanti agli uomini né, tanto meno, davanti a Dio; essa non gli è affidata perché egli si faccia suo accusatore davanti a Dio e agli uomini. chi sta per commettere l’errore di accusare la comunità cristiana nella quale si trova a vivere, si chieda innanzitutto se non è proprio l’immagine illusoria che porta con sé a dover essere distrutta da Dio e, quando sia davvero così, ringrazi Dio di averlo condotto in questa situazione tanto difficile. se, al contrario, le cose stanno diversamente, si guardi egli in ogni caso dal diventare l’accusatore della chiesa di Dio; accusi piuttosto se stesso per la propria incredulità; preghi Dio di fargli conoscere dove ha sbagliato o peccato, e di preservarlo da una colpa ulteriore verso i fratelli; interceda per loro, riconoscendo il proprio errore; si dedichi al compito che gli è stato assegnato. e ringrazi il signore.

Francesco, Martini e i non credenti

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L’editore Bompiani, in collaborazione con la Fondazione Carlo Maria Martini, ha cominciato la pubblicazione dell’opera omnia dell’indimenticato cardinale milanese. Il primo volume, presentato il 20 ottobre scorso, raccoglie gli scritti delle Cattedre dei non credenti. La prefazione ha una firma illustre: quella di papa Bergoglio di cui riportiamo una pagina intensa, fraterna e che illumina entrambe le figure dei gesuiti e molto di quanto sta accadendo oggi nella Chiesa.

Per chi volesse leggere l’intero intervento, cliccare qui.

«L’ eredità che ci ha lasciato il cardinale Martini è un dono prezioso. La sua vita, le sue opere e le sue parole hanno infuso speranza e sostenuto molte persone nel loro cammino di ricerca. Quanti di noi in Argentina, alla «fine del mondo» abbiamo fatto gli Esercizi spirituali a partire dai suoi testi! Uomini e donne di fedi diverse, non solo in ambito cristiano, hanno trovato e continuano a trovare incoraggiamento e luce nelle sue riflessioni. Abbiamo quindi la responsabilità di valorizzare questo patrimonio, così che possa ancora oggi alimentare percorsi di crescita e suscitare una autentica passione per la cura del mondo. In questa prospettiva desidero mettere in evidenza tre aspetti che ritengo particolarmente rilevanti della figura del cardinale.

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Che cosa c’è in gioco al Sinodo? Bergoglio, l’apocalisse e il futuro della Chiesa

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Un articolo di Enzo Bianchi cerca di fare il punto su una situazione di estremo cambiamento (non in atto, ma in gioco) e che determinerà il futuro della Chiesa. Forse non ci rendiamo abbastanza conto, ma è davvero in atto una svolta epocale, in cui “vengono alla luce i cuori”. Per la Chiesa come la conosciamo in Occidente da secoli, i prossimi due decenni saranno davvero decisivi. Bianchi prova a fare una lettura “apocalittica” delle questioni in gioco. Per l’intero articolo clicca qui.

Da La Repubblica, 14 ottobre 2015. Intervento di ENZO BIANCHI

Il termine “apocalisse” non indica, come molti intendono, qualcosa di catastrofico, bensì un “alzare il velo”, una ri-velazione, l’emergere di una realtà inaspettata o nascosta. Per questo ciò che sta avvenendo non solo in questi giorni sinodali ma dall’inizio del pontificato di Francesco è un’apocalisse che fa conoscere situazioni che paiono impossibili e svela la verità delle coscienze e dei cuori, sovente nascosta dietro adulazioni, ipocrisie di linguaggio e di comportamento. Che cos’è in gioco in questo confronto sinodale che a volte appare un’aspra battaglia? Non ciò che la chiesa crede in obbedienza al vangelo. In particolare non è in gioco la dottrina cattolica sull’indissolubilità del matrimonio cristiano – e di questo papa Francesco più volte si è dichiarato garante – e nemmeno è in gioco un patteggiamento della chiesa, e in primo luogo dei pastori, circa la famiglia oggi, la sua crisi, le ferite che può registrare nelle storie di amore, la sua fragilità come le sue riuscite sempre incompiute e contraddette.

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