Mafia, Chiesa e coraggio. La necessità di parlare

Non c’è altro commento. Spero che altre voci si aggiungano a quella di don Ciotti: ma l’impressione è che il silenzio di troppi, ancora una volta, regnerà sovrano.

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Clicca sul link per ascoltare le parole di don Ciotti sul funerale a Casamonica:

http://video.repubblica.it/edizione/roma/casamonica-don-ciotti-atto-di-arroganza-mafia-e-vangelo-incompatibili/209797/208921

da video.repubblica.it.

Sulla natura umana

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Visto che va di moda parlare di natura umana, di cosa sia, di ipotetiche leggi naturali ecc., ecco una pagina fuori dagli schemi, quella di Hannah Arendt, filosofa ebrea, non credente, eppure radicata in un pensiero che non può evitare di accennare al divino. La sua distinzione sulle domande: chi sono io? e che cosa sono io? è illuminante, poiché ci obbliga a distinguere tra persona e natura, singolarità umana ed essenza umana. Ricordandoci che, se alla prima domanda possiamo ancora tentare di rispondere a partire dalla nostra storia, alla seconda non abbiamo soluzioni, a meno di uno sguardo che sia completamente esterno a noi, divino appunto. In questo modo ci obbliga a un’umiltà profonda ogni volta che tentiamo di definire cosa sia “naturale”.

Il problema della natura umana (questio mihi factus sum [io stesso sono divenuto domanda] come dice sant’Agostino) pare insolubile sia nel suo senso psicologico individuale sia nel suo senso filosofico generale. E’ molto improbabile che noi, che possiamo conoscere, determinare e definire l’essenza naturale delle cose che ci circondano, di tutto ciò che non siamo, possiamo mai essere in grado di fare lo stesso per noi: sarebbe come scavalcare la nostra ombra.

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Spiriti vaganti e resurrezione della carne

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Una pagina di Theodor W. Adorno, dura, cruda e assolutamente illuminante, sulle radici di una “seria” religiosità (e sul senso da riscoprire della resurrezione della carne) e sulla sventura attualissima dello spiritismo superstizioso.

L’occultismo è la metafisica degli stupidi. Il basso livello intellettuale dei medium non è affatto un caso, come non lo è il carattere apocrifo e melenso delle loro rivelazioni. Fin dai primi giorni dello spiritismo l’aldilà non ha avuto da comunicare nulla di più significativo dei saluti della nonna defunta e della previsione di un viaggio imminente […].

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Incontri

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Alcuni pensano che lavorare nel mondo dei libri sia interessante perché se ne leggono molti, perché si amplia la propria cultura e, al limite, perché si vedono i propri prodotti esposti dietro vetrine… In realtà, anni fa lo pensavo anch’io. Pensavo che il bello dei libri è che puoi leggerli e scriverli. Oggi, dopo venticinque anni in cui faccio questo “mestiere”, sono di un parere un po’ diverso.

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Qualche riflessione sulla “salvezza eterna”

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La diminuzione della frequenza ai sacramenti, che ritrae una diminuzione complessiva dell’adesione alla fede come realtà strutturata ecclesialmente, ha varie ragioni, sociologiche, filosofiche e via di questo passo. Ma ce ne sono due, profondamente collegate fra loro, che dimentichiamo troppo spesso di evocare (credo un poco anche perché ci fanno, in modo diverso, paura): il superamento dell’asserto extra ecclesia nulla salus; e la dimenticanza, complessiva, della soteriologia (della dottrina della salvezza).

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Il bene e l’oggi

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Mi è capitato varie volte, negli ultimi tempi, di chiacchierare sul valore del quotidiano: nella vita, nell’arte, nella nostra società. Etty Hillesum, Simone Weil, Hanna Arendt, del rapporto tra pensiero e vita quotidiana (la vita “vera”, quella delle persone che lavorano, soffrono, educano…) hanno fatto il centro del loro pensiero. Simone Weil, questa stessa “quotidianità” (che non è banalità e ripetitività, ma ascolto delle “cose della vita e del mondo”) l’ha quasi disperatamente cercata, diventando operaia, attivista, quasi sforzandosi di fare i conti con tutto ciò che, per natura, non era.

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Cosa succederà a Medjugorje?

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A fine gennaio scorso si è concluso il lunghissimo lavoro della Commissione d’inchiesta vaticana sulle apparizioni di Medjugorje. Immediatamente i negatori della veridicità delle apparizioni hanno cominciato a sorridere e a scomodare papa Francesco e le sue affermazioni sulla Madonna postina, per lasciar intendere che, finalmente, si metterà un punto finale a un fenomeno che, a detta di molti, è soltanto un imbroglio ben architettato.

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Per una “resistenza” del “rinnovamento”

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Chi ha studiato un po’ di storia della Chiesa (ma, in verità, chiunque conosca un po’ gli uomini) si è trovato certamente di fronte a una delle domande inevitabili, obbligate dall’eterno pendolo tra “derive” e “ritorni all’essenziale”. Tutta la vicenda ecclesiale ha vissuto e vive della dialettica tra “allontanamento” dalle radici e “ritorno alle origini”.  Fu questo il centro della vicenda di Francesco d’Assisi, che si trovò a dover rispondere direttamente alla richiesta di dio: “Ripara la mia chiesa”, comprendendo solo lentamente che la riparazione non era semplicemente dovuta a uno spazio fisico (San Damiano…), ma a uno spazio sociale e, infine, interiore.

Ora, quando ci si trova di fronte a momenti ecclesialmente felici come quello attuale, di “respiro profondo”, di “abbandono degli orpelli”, di “ritorno alla povertà” e più se ne ha se ne metta, credo che vadano tenute presenti due cose, per non rischiare l’ingenuità e per non preparare una delusione peggiore.

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