Le 12 tesi di John Shelby Spong per una nuova riforma del cristianesimo

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Ho letto un libro (Oltre le religioni, Gabrielli editore) in cui appaiono diversi saggi di teologi donne e uomini fondamentalmente di ambito nord/sudamericano, curato tra gli altri da un sacerdote italiano, don Ferdinando Sudati. Tra i vari contributi, tutti uniti dall’idea della necessità di superare le forme tradizionali delle religioni, fino a oggi presenti nella nostra cultura, in direzione di una “religione dell’amore”, spiccano le 12 tesi: appello a una nuova riforma di John Shelby Spong (1931) vescovo episcopaliano di Newark. Le riportiamo come nel testo, senza l’apparato di commento. Sono provocazioni che non lasceranno indifferenti. La mia domanda rimane, comunque, alla fine: che cosa resta del cristianesimo e della singolarità di Cristo?  Forse si tratta di un percorso necessario, di un prezzo inevitabile da pagare. Ma siamo davvero lucidi nel comprendere “quale prezzo”? E’ un poco la medesima domanda che mi pongo ogni volta che leggo un testo di Vito Mancuso. A quale prezzo?

LE 12 TESI DI SPONG

TESI UNO – Il teismo come modo di definire Dio è morto. Non possiamo più percepire Dio in modo credibile come un essere dal potere soprannaturale, che vive nell’alto dei cieli ed è pronto a intervenire periodicamente nella storia umana, perché si compia la sua divina volontà. Pertanto, oggi, la maggior parte di ciò che si dice su Dio non ha senso. Dobbiamo trovare un nuovo modo di concettualizzare Dio e di parlarne.

TESI DUE – Dal momento che Dio non può essere concepito in termini teistici, non ha senso cercare di intendere Gesù come l’incarnazione di una divinità teistica. I concetti tradizionali della cristologia sono, pertanto, finiti in bancarotta.

TESI TRE – Il racconto biblico di una creazione perfetta e compiuta, dalla quale noi, gli esseri umani, “siamo caduti” con il peccato originale è mitologia pre-darwiniana e non senso post-darwiniano.

TESI QUATTRO – La nascita verginale, intesa in senso biologico letterale, rende impossibile la divinità di Cristo così come è stata tradizionalmente compresa.

TESI CINQUE – Le storie di miracoli del Nuovo Testamento non possono più essere interpretate, nel nostro mondo post-newtoniano, come avvenimenti soprannaturali operati da una divinità incarnata.

TESI SEI – L’interpretazione della croce come sacrificio per i peccati è pura barbarie: è basata su concezioni primitive di Dio e deve essere abbandonata.

TESI SETTE – La risurrezione è un’azione di Dio, Gesù è stato elevato nella direzione del significato di Dio. La risurrezione, pertanto, non può consistere in un risuscitare fisico all’interno della storia umana.

TESI OTTO  – Il racconto dell’ascensione di Gesù presuppone un universo a tre livelli (cielo, terra, inferno) e, pertanto, non può essere tradotto nei concetti di un’era post-copernicana.

TESI NOVE – Non c’è alcun criterio, eterno e rivelato,scritto nella Bibbia o su tavole di pietra, che debba dirigere per sempre il nostro agire etico.

TESI DIECI – La preghiera non può essere una petizione rivolta a una divinità teistica perché agisca nella storia umana in un determinato modo.

TESI UNDICI – La speranza della vita dopo la morte deve essere per sempre separata dalla moralità del premio e del castigo come sistema di controllo della condotta umana. Pertanto la Chiesa deve abbandonare la sua dipendenza dalla colpa come motivazione del comportamento.

TESI DODICI – Tutti gli esseri umani sono fatti a immagine di Dio e devono essere rispettati per quello che sono. Pertanto nessuna descrizione esteriore dell’essere di ciascuno basata sulla razza, l’etnia, il genere e l’orientamento sessuale, né alcun credo basato su parole umane elaborate dalla religione in cui si è stati educati possono essere usati come giustificazione di rifiuto o di discriminazione.

 

 

 

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2 pensieri riguardo “Le 12 tesi di John Shelby Spong per una nuova riforma del cristianesimo

  1. Mi sembra che la tesi 1 sia in qualche modo accettabile, se intendiamo con quanto detto un modo di interpretare le Scritture e la Tradizione come la Rivelazione con una luce nuova, non certo con contenuti nuovi.
    Per il resto mi sembra che le restanti tesi per fuggire dal teismo si lancino in un a-teismo che nega la Rivelazione, soprattutto nel solco della tradizione apostolica. Insomma mi sembra che messa in questi termini la negazione delle Scritture e della Tradizione non serva neanche più a parlare di un uomo chiamato Gesù, tanto meno il Cristo. Mi meraviglio che possano essere venute in mente ad un vescovo, sia pur anglicano, dopo tali asserzioni come minimo doveva dichiararsi agnostico…

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