31 case x 31 cardinali (non è un post breve)

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immagine da ereticaMente

Mi viene da ridere (e anche un po’ da piangere), ma non ce la faccio a non scrivere qualcosa su questa faccenda, che sta prestando il fianco a un’immagine di Chiesa su cui, invece, mi piacerebbe chiudere gli occhi. Dunque, pare che il cardinal Bertone abbia “rivelato” che ci sono almeno 30 cardinali con case più grandi delle sue. Questo, dopo aver “rivelato” che aveva usato i propri soldi (300.000 euro) per ristrutturare l’appartamento di sua competenza. E dopo aver spiegato che non è colpa sua se gli appartamenti li fanno grandi così. E dopo aver mostrato molta benevolenza nel devolvere altri 150.000 euro al Bambin Gesù (ma dove li prende tutti questi soldi?, è una domanda che molti si fanno, ma che qui non mi/ci importa). E dopo aver manifestato con chiarezza che in quel grande (perché lo fanno così) appartamento (che, va detto: non è di sua proprietà) non ci vive mica da solo, ma con tre suore e una segretaria…

Ora,  riguardo a tutto ciò, basterebbe ricordare che il Papa (che è il Papa) non ha per sé una struttura così ampia; e che il cardinal Martini, quando si ritirò a Gerusalemme, aveva un vero e proprio “angolo” la cui risistemazione fu curata da amici milanesi e gesuiti…

Ma fa nulla. Potremmo anche, e a malincuore, riportare quel che Nuzzi, nel suo libro Via Crucis, riportava con dovizie di particolari: «

“Vivono da soli o con qualche suora missionaria come assistente, colf, cuoca e perpetua, meglio se proveniente da un paese in via di sviluppo… vi sono appartamenti costituiti da sale di ogni tipo: d’attesa, della televisione, da bagno, dei ricevimenti, da tè, della biblioteca, dell’assistente personale, del segretario, d’archivio, della preghiera. E ancora camere, cucine e dispense.

Residenze in edifici da favola, come lo splendido palazzo del Sant’Uffizio, … il cui appartamento più grande, ben 445 metri quadrati, è andato al cardinale Velasio De Paolis … classe 1935, presidente emerito della Prefettura degli affari economici della Santa sede. Con una casa da 409 metri quadrati gli fa compagnia il cardinale sloveno Franc Rodé, ottantun anni, già arcivescovo di Lubiana e amico personale di Marcial Maciel Degollado, il fondatore dei Legionari di Cristo sospeso dal ministero per gravissimi atti di pedofilia. È uno dei membri, tra l’altro, del Pontificio consiglio della cultura. Il cardinale Kurt Koch, invece, presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, deve accontentarsi di una casa di 356 metri quadrati.

In un bel palazzo vicino a via Conciliazione… sfiora i 500 metri quadrati la dimora del canadese Marc Ouellet, classe 1944, prefetto della Congregazione per i vescovi e presidente della Pontificia commissione per l’America Latina. Il cardinale Sergio Sebastiani, ottantaquattro anni, membro tra l’altro della Congregazione per i vescovi e di quella per le cause dei santi, vive in 424 metri quadrati. … Lo statunitense Raymond Leo Burke, classe 1948, patrono del sovrano militare ordine di Malta, è a suo agio in 417 metri quadrati, così come il polacco Zenon Grocholewski, classe 1939, dal marzo scorso prefetto emerito della Congregazione per l’educazione cattolica. A lui una residenza di 405 metri quadrati. A pochi passi, sempre nel quartiere romano di Borgo Pio, una residenza principesca di 524 metri quadrati è abitata dal cardinale americano William Joseph Levada, nato a Long Beach, classe 1936… . Nel 2006 Levada è stato chiamato a testimoniare, a San Francisco, sugli abusi sessuali commessi su minori da alcuni preti dell’arcidiocesi di Portland, dove è stato arcivescovo dal 1986 al 1995. Era l’autorità responsabile dei preti poi risultati colpevoli di abusi».

Potremmo dire questo e altro… ma la parola che ci salta alla mente, concludendo questa infelice e tragicomica carrellata, è una parola biblica. La pronuncia Paolo, rivolgendosi agli uomini religiosi del suo popolo e del suo tempo: «A  causa vostra il nome di Dio è bestemmiato fra le nazioni» (Rm 2,24). Eh, sì. Questo è il primo vero problema.

Ma c’è un secondo problema, non meno grave, che emerge da una richiesta sempre più spesso presente sulle pagine dei blog e dei social: «Papa Francesco, cacciali tutti!». Richiesta cui, in qualche momento di nobile ira, non è difficile associarsi. Ma se… papa Francesco non li caccia??? Ecco il secondo problema: con questa situazione (che molti media cavalcano ampiamente) si rischia di colpire anche il Papa, che ha la colpa di aver illuso il mondo che la pulizia nella Chiesa sarebbe stata possibile e di non aver compiuto il miracolo.

Se questo accadesse, ossia se la disillusione vincesse sul progetto di speranza… Lo confesso: non ho il coraggio di finire questa frase.

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