Spazio, tempo, profitto

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da Il Sabato di A. Heschel (1907-1972)

La civiltà tecnica è la conquista dello spazio da parte dell’uomo. E un trionfo al quale spesso si perviene sacrificando un elemento essenziale dell’esistenza, cioè il tempo. Nella civiltà tecnica, noi consumiamo il tempo per guadagnare lo spazio. Accrescere il nostro potere sullo spazio è il nostro principale obiettivo.

Tuttavia, avere di più non significa essere di più: il potere che noi conseguiamo sullo spazio termina bruscamente alla linea di confine del tempo: e il tempo è il cuore dell’esistenza. Conseguire il controllo dello spazio è certamente uno dei nostri compiti. Il pericolo comincia quando, acquistando potere sullo spazio, rinunciamo a tutte le aspirazioni nell’ambito del tempo.

Esiste un regno del tempo in cui la meta non è l’avere ma l’essere, non l’essere in credito ma il dare, non il controllare ma il condividere, non il sottomettere ma l’essere in armonia. La vita è indirizzata male quando il controllo dello spazio e la conquista delle cose dello spazio diventano la nostra unica preoccupazione. Nulla è più utile del potere, nulla più temibile. Spesso abbiamo sofferto la degradazione che deriva dalla povertà; ora siamo minacciati dalla degradazione che viene dal potere. Vi è felicità nell’amore della fatica, vi è miseria nell’amore del guadagno. Molti cuori e molte secchie si infrangono alla fonte del profitto. Vendendosi alla schiavitù delle cose, l’uomo diventa un utensile che si infrange alla fonte.

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