Padri spirituali, figli spirituali

Axentowicz_The_Anchorite

da: Detti inediti dei Padri del deserto, Bose 1992

Non è l’età a garantire la capacità di guida spirituale, ma la misericordia.  Così questo racconto dei padri del deserto.

Vi era un anacoreta, un uomo di grande discernimento, che desiderava abitare alle Celle e non trovava una cella pronta. Un altro anziano che aveva una cella in disparte vuota, venuto a conoscenza del desiderio dell’anacoreta lo supplicò di venire a stabilirsi in quella cella finché non avesse trovata un’altra. L’anacoreta vi andò e vi si stabilì. Alcuni anziani del luogo cominciarono a fargli visita, come fosse un ospite e ciascuno gli portava quel che poteva. Egli li accoglieva e li ospitava. Ma l’anziano che gli aveva dato la cella cominciò a provare invidia e a parlar male di lui dicendo: “Io sono rimasto qui per tanti anni, praticando una severa ascesi e nessuno veniva da me e questo impostore è qui da pochi giorni ed ecco sono venuti da lui!”. E disse al suo discepolo: “Va’ a dirgli: “Va’ via di qui perché ho bisogno della cella””.

Ma il discepolo andò dall’anziano e gli disse: “Il mio abba chiede come stai”. Quello rispose: “Digli che preghi per me perché ho mal di stomaco”. Ritornato da chi l’aveva inviato gli disse: “L’anziano ha detto: – Ho visto un’altra cella e me ne vado”. Due giorni dopo disse di nuovo al discepolo: “Va’ e digli che se non se ne parte, vengo io a scacciarlo con un bastone”. Il fratello ritornò dall’anacoreta e gli disse: “Il mio abba ha saputo che sei malato; ne è molto dispiaciuto e mi ha mandato a farti visita”. Quello gli rispose: “Digli che grazie alle sue preghiere sto bene”. Il discepolo ritornò dal suo anziano e gli disse: “Ha detto:- Aspetta fino a domenica e, per volontà di Dio, me ne andrò”.

Giunse la domenica e l’anacoreta non uscì dalla cella. L’anziano allora prese un bastone e partì con l’intenzione di percuoterlo e cacciarlo via. Mentre stava per partire il discepolo gli disse: “Ti precedo nel caso che si trovino là dei fratelli e ne restino scandalizzati”. L’anziano glielo permise. Il fratello corse avanti e disse all’anacoreta: “Il mio abba viene a trovarti e ad accoglierti nella sua cella”. Quello vedendo l’amore dell’anziano, uscì incontro a lui e gli fece una metanìa da lontano dicendo: “Vengo verso la tua santità, Padre. Non ti affaticare”.

Dio, vedendo l’opera del giovane, mosse a compunzione l’abba che, gettato via il bastone, corse ad abbracciar l’anacoreta. Lo abbracciò, lo condusse nella sua cella come se non avesse sentito niente di quello che l’altro gli aveva detto. Disse poi al suo discepolo: “Non gli hai riferito niente di quello che ti avevo detto?”. Quello rispose: “No”.

E l’anziano a queste parole fu pieno di gioia e capì che l’invidia proveniva dal nemico e così lasciò in pace l’anziano. Poi cadde ai piedi del suo discepolo e gli disse: “Sei tu che sei mio padre ed io tuo discepolo, perchè grazie a quello che hai fatto, le nostre anime si sono salvate”.

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