Prego Dio che mi liberi da Dio

eckhart

Una delle pagine più famose e complesse e intense e geniali… di colui che ha reinventato la teologia mistica cristiana d’Occidente, Meister Eckhart.

Noi diciamo dunque che l’uomo deve essere così povero da non avere, e non essere, alcun luogo in cui Dio possa operare. Quando l’uomo mantiene un luogo, mantiene anche una differenza. Perciò prego Dio che mi liberi da Dio, perché il mio essere essenziale è al di sopra di Dio, in quanto noi concepiamo Dio come inizio delle creature. In quell’essere di Dio, però, in cui Egli è al di sopra di ogni essere e di ogni differenza, là ero io stesso, volevo me stesso e conoscevo me stesso, per creare questo uomo che io sono. Perciò io sono causa originaria di me stesso secondo il mio essere, che è eterno, e non secondo il mio divenire, che è temporale. Perciò io sono non nato, e, secondo il modo del mio non esser nato, non posso mai morire. Secondo il modo del mio non esser nato, io sono stato in eterno, e sono ora, e rimarrò in eterno.

Cosa invece sono secondo il mio esser nato, dovrà morire ed essere annientato, perché è mortale, e perciò deve corrompersi col tempo. Nella mia nascita eterna nacquero tutte le cose, ed io fui causa originaria di me stesso e di tutte le cose; e, se non lo avessi voluto, né io né le cose sarebbero; ma se io non fossi neanche Dio sarebbe: io sono causa originaria dell’esser Dio da parte di Dio; se io non fossi, Dio non sarebbe Dio.

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3 pensieri riguardo “Prego Dio che mi liberi da Dio

  1. Non conosco Eckhart e confesso che, grazie a te è la prima volta che ne leggo qualche riga. Dunque solo un’ epidermica e superficiale impressione, da inventariare di sicuro. Insomma, tutto sommato, sotto sotto mi pare che abbia un discreto concetto di sé. Beato lui! La mia speranza è l’opposto, molto più terra terra; essere liberata da me stessa. Lo trovo molto nebuloso e intorcinato ma forse risulta così solo al mio grezzissimo palato, disavvezzo a gustare cibi tanto raffinati. Non mi riscalda, non mi attrae, non mi ” edifica”, anzi mi urta persino un po’, come da un pezzo a questa parte fa tutto ciò che mi si presenta intricato e avviluppato di intelletto. Un intelletto che in questo caso mi pare che si piaccia anche parecchio.
    Quanto all’idea di povertà ( provando a mettere da parte il recente scandalo finanziario) mi convince molto di più quella francescana; tutti possono comprenderla, è limpida, lineare, anzi ha due linee; una verticale più lunga e una orizzontale più corta che si incrociano. Tutto lì. E a pensarci bene è persino più tosta.

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    1. Eheh, cavoli, non ti piace proprio! Beh devi mettere in conto che la verbosità è di un uomo del XIII secolo (se leggi il Bonaventura mistico francescano o san Tommaso sono persin peggio in alcuni passaggi); poi va rovesciata la prospettiva: per Eckhart quello che chiami “concetto di sé” è proprio il contrario. E la sua paura del concetto di Dio è che ci si rifugi dietro a un divino “umano troppo umano”. Per questo vuole sfuggirvi. Però è vero che è ostico, avendo dovuto inventarsi un linguaggio quasi da zero (o meglio, da quel che restava della tradizione mistica di Dionigi e dell’Oriente). Infatti, ha rischiato anche lui di finire sul rogo. Comunque, per fortuna non tutto piace a tutti. E questo è il bello della ricerca interiore: che ha tante strade quanti i nostri cuori, eppure una sola meta. Un caro abbraccio!

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  2. Infatti, come supponevo, la più colpa ce l’ha il mio palato grezzo ( leggi la mia ignoranza ). Grazie della tua di gentilezze, visto che da parte mia nei confronti del povero Eckhart, alla faccia dell’anno della misericordia che sta per cominciare, ce ne è stata poca o punta. Povera me!!!

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