Futuro… e pensiero…

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Ho un poco diradato le riflessioni sul blog per due motivi, di cui in realtà solo uno può interessare gli amici che leggono queste pagine. Ed è questo: sto pensando cosa  il blog stesso potrebbe diventare in futuro (un futuro a breve termine, diciamo dopo agosto). La riflessione è dovuta a una faccenda che mi si è insinuata dentro da un bel po’ di tempo e che anche gli incontri in comunità e nelle scuole che ogni tanto mi chiedono di tenere, rafforza: c’è bisogno di una riqualificazione dell'”intelligenza del credere”. Un tempo, parlo di vent’anni fa, era in voga un modo di dire che si è perso: si parlava di “diaconia dell’intelligenza”, frase forse non bellissima, ma che esprimeva un concetto preciso: oltre al servizio della carità per coloro che sono poveri “nella carne”, il vangelo non può non proporre un servizio (diaconia, appunto) che abbia come scopo l’aiuto alla comprensione, pur limitata, del mistero (dell’uomo, innanzitutto, di fronte a dio).

La mia sensazione è che questo servizio, negli anni, l’abbiamo in parte dimenticato. E, dopo i giorni meravigliosi del post-concilio, quello dell’intelligenza della fede è stato uno dei compiti più disattesi. C’è un drammatico analfabetismo di ritorno, anche nelle comunità cristiane. I giorni della “catechesi per gli adulti” sembrano un ricordo lontano nella maggioranza delle parrocchie; le aggregazioni devozionali (dove tende a vincere la dimensione emotiva, che certo ha un suo valore!) coprono, spesso, la carenza di “aggregazione pensante” (che avrebbe valore a sua volta).

Ora, se la nostra cultura fosse dal canto suo attenta all’educazione “integrale” dell’uomo, questa carenza mi preoccuperebbe meno; ma oggi siamo di fronte a un profondo imbarbarimento del pensiero a vantaggio di un’emozionalità acritica. E il servizio del “credente pensante” come avrebbe detto Martini, diviene a mio parere più urgente che mai.

Mi piacerebbe confrontarmi davvero su questo tema nelle prossime settimane. Che possiamo fare?

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2 pensieri riguardo “Futuro… e pensiero…

  1. Apri uno spazio immenso… e una battaglia che vedo simile a quella contro i mulini a vento perché lottare per l’intelligenza significa lottare per L’Intus legere, il saper leggere dentro, in fondo alle cose fino ad arrovesciarle, mentre la cultura imperante è quella della strusciatina in superficie e via. E comunque è lì che si deve lavorare. Come? Che fare? Credo che l’arma della scrittura sia efficace… e lo dico prima di tutto a me stessa.
    Scripta manent si diceva una volta no? Ti è mai capitato di andare a rileggere a distanza di 30 anni un libro e trovarlo nuovo?
    Ma c’è tanto da dire su questo tuo lancio, accipicchia.
    Diciamolo, ci sto.

    Mi piace

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