Che ci resta di Cristo?

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Qualche anno fa andava di moda l’adagio: Cristo sì, Chiesa no. Dietro l’affermazione, che aveva obiettivamente una certa forza icastica, stava un pensiero abbastanza preciso: la Chiesa esprime una religiosità “umana, troppo umana”, che alla fine non è sufficiente a provocare un umano che ne ha fin troppo di se stesso; mentre Cristo esprime una novità profonda, capace di provocare le coscienze. Per cui, è sufficiente riferirsi a Cristo per trovare un’ipotesi di vita nuova e sensata.

A quel periodo, ne è seguito un altro, in cui l’adagio si è trasformato in: Gesù sì, Cristo no. Ossia: la figura morale di Gesù di Nazaret è interessante per l’uomo moderno; la sua immagine divina è inutile, falsa, superata…

Ossia: negli ultimi cento anni si è “ridotta” la portata del cristianesimo a una questione etica, di comportamento personale e, al limite, sociale e civile; si è identificato Gesù di Nazaret con un innovatore nel campo della vita umana, dimenticandone quasi completamente la “pretesa” divina. Che Gesù sia “un dio” importa poco, sia ai non credenti (e qui ci sta), sia a gran parte dei credenti, che hanno smesso di interrogarsi sulla sua (presunta) divinità.

Abbiamo ridotto Gesù a una figura terrena. Non è un caso che alcuni dei libri più letti (anche dei credenti) a suo riguardo, siano quelli di Lenoir (che lo affiancano a Budda e a Socrate) o di Mancuso (che riduce quasi al nulla la portata “divina” della sua avventura).

Che ci resta di Cristo? La domanda non è per nulla peregrina: dalla risposta a questa, infatti, dipende gran parte del futuro del cristianesimo. L’altra, più piccola, parte, dipende dalla risposta all’altra inevitabile domanda: che ci resta della Chiesa? Le comunità locali, parrocchiali, sempre più vuote; l’assenza di educazione alla Parola di dio e alla storia della vicenda della Chiesa; l’analfabetismo religioso sempre più drammatico; l’incapacità di sostenere dialoghi e dibattiti con gran parte del mondo “laico”; la crisi etica per cui il credente viaggia a due velocità morali… c’è molto in gioco.

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3 pensieri riguardo “Che ci resta di Cristo?

  1. Grazie Natale per la provocatoria riflessione… che ci resta di Gesù? Non ho risposte certe, solo una pista: un sepolcro vuoto e un invito – ancora poco considerato – di andarlo a cercare in Galilea. Cioè fra e con le genti, in particolare quelle più emarginate dal nostro vorace modello di società…

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  2. la leva del peccato è spuntata e perchè l’uomo dovrebbe avere bisogno di Cristo? Cosa fa sussultare l’uomo? Chi è capace di mostrare l’amore asaoluto? viva il Catechismo… O no?

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