La paura che il libro scompaia…

libri

Mi prendo un momento romantico e, diciamo così, laterale ai soliti argomenti. Lavorando nell’editoria, e in un settore particolare, quale l’editoria religiosa, mi capita spesso di confrontarmi con amici sul futuro del libro e sulla (eventuale) nostalgia che la sua scomparsa porterebbe a quei molti che gli sono (soprav)vissuti fedeli. Chi mi conosce sa quanto io ami i libri (e di quanti ne sia fornita la mia biblioteca) e quanto la mia personale sussistenza sia legata al futuro dei libri. Eppure, l’idea che un giorno non ci saranno più (o, più semplicemente, che non saranno più di carta, che saranno “altro” da quel che abbiamo conosciuto) non mi provoca particolari angosce, né mi conduce a elaborare lutti.

Credo si debba distinguere, per poter parlare con cognizione (e non solo con emozione) di questa faccenda: se pure scomparirà “il libro come lo abbiamo conosciuto fin’ora”, il “libro in sé” non scomparirà affatto. Per il semplice motivo che non scomparirà la lettura, né il gusto di incontrare una storia narrata per parola, né la necessità di mettere per iscritto alcuni concetti che né un video, né una musica permettono di chiarire al medesimo modo…

D’altra parte, alla forma tradizione di fruizione del libro, se ne stanno aggiungendo altre: multimediali, audio, con supporti diversi. Il libro, più che scomparire, diventerà “vario”. Sarà ancora leggibile, ma anche udibile…; avrà possibilità di interazione…; ci potrà condurre su quello stesso mare dove Moby Dick attese Achab e, ora, attende anche noi…; la biblioteca sarà qualcosa che potremo portare con noi ovunque andremo, tutta intera!

E ciò, più che farci dimenticare il sapore e il colore della carta, la pesantezza o leggerezza del volume e dello sfogliare, renderà tutte queste antiche azioni più romantiche. Paradossalmente, nella marea dei libri che ci travolge ogni giorno (quasi un centinaio di titoli quotidianamente pubblicati…), il “libro come lo conoscevamo” sarà restituito a evento. Ritroverà la sua magia antica, che gli scaffali in cui oggi sta, mescolato ai pandori, tentano da anni di rapirgli.

Insomma, il libro/e noi sarà/saremo diversi. Ma sopravviveremo. E, come per ogni cosa, se sapremo trarre dal tesoro “cose antiche e cose nuove”, potremo anche essere migliori.

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3 thoughts on “La paura che il libro scompaia…

  1. Uno sguardo impregnato di fede. Nella storia, nell’uomo e nella sua capacità di trasformarsi senza perdersi. è proprio così anche se a volte è più facile farsi prendere dalle paure….

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  2. Non ho, ahimè, la stessa visione pacificata e serena della cosa, ma neanche la paura, semmai un sottile e indefinito sentimento di pericolo. Voglio pensare che l’uso abbondante che fai del tempo futuro, pur non volendolo, sia un segno di una visione profetica.

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