Il povero e la Verità

M.I. Montuclard

Montuclard

(1904-1988) L’Eglise et les valeurs modernes (Jeunesse de l’Eglise)

Ciò che distingue il povero del Vangelo è un certo distacco dalle proprie idee, dalle proprie abitudini, da tutto ciò che uno ha tratto dalla propria esperienza, dalla propria riflessione o che ha ricevuto dall’ambiente in cui si è trovato a vivere. Il “Ricco”, con tutta la sua sicurezza farisaica, considera la Verità come uno dei beni  da lui posseduti e, proprio perché se ne considera “possidente”, le pone attorno l’armatura dei suoi concetti e delle sue dimostrazioni. Ma la Verità è spirito e per questo sfugge al ricco e questi di fatto si trova a possedere solo delle parole esangui e una logica senza legame con la realtà.

Invece, chi è povero di spirito, non si inorgoglisce mai della Verità; non procede mai al modo di uno scettico o di un dilettante, mentre, invece, è assimilato dalla Grandezza della Verità, di cui intravede le dimensioni illimitate. E poiché ha per la Verità una riverenza totale e assoluta, non vorrebbe mai commettere il sacrilegio di farne una cosa solo sua e non perdersi mai nell’illusione di possedere la Verità; mentre quello che a lui soprattutto sta a cuore è di essere vero, lasciando che sia la Verità a prendere sempre di più possesso di lui.

Egli avverte che la Verità viene a lui da ogni parte; la vede venire da quella luce che si accende nella sua coscienza e che è come l’impronta stampata in lui del Volto di Dio. Gli viene, sì, dalla Chiesa, madre di verità, ma anche giunge a lui da un’altra direzione e cioè da quelle ricerche e da quelle iniziative umane che fanno avanzare il progresso della cultura e della civiltà. Dio apprezza a tal punto questa povertà benedetta e si è tanto preoccupato di preservare gli uomini dal farisaismo dello spirito, che non ha mai voluto che alcuna società, neppure la Chiesa, potesse essere in possesso da sola di tutta la verità. Il mondo ha bisogno della Chiesa e la Chiesa del mondo, come è vero dire che […] l’uomo ha bisogno di un Dio incarnato, ma che, per incarnarsi, Dio ha avuto bisogno dell’uomo.

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