C’è tra noi chi vende il giusto per denaro…

Oscar Arnulfo Romero

Oscar Romero

(1917-1980), Da: Il mio sangue per la libertà del Salvador. Le omelie dell’Arcivescovo di San Salvador ucciso nella cattedrale, Eurostudio

La Chiesa non solo si è incarnata nel mondo dei poveri e dà loro una speranza, ma si è impegnata con fermezza nella loro difesa. La maggioranze povere del nostro Paese sono oppresse e represse quotidianamente dalle strutture economiche e politiche. Da noi continuano ad essere vere le terribile parole dei profeti d’Israele. Esistono fra noi quelli che vendono il giusto per denaro e il povero per un paio di sandali; quelli che ammucchiano nei loro palazzi violenza e bottino; quelli che schiacciano i poveri; quelli che cercano di provocare un regno di violenza, coricati in letti d’avorio; quelli che aggiungono casa a casa e campo a campo, fino a occupare tutto lo spazio e restarsene soli nel Paese.

Questi testi dei profeti Amos e Isaia non sono voci lontane di molti secoli fa, non sono solo dei testi che leggiamo con riverenza nella liturgia. Sono realtà di ogni giorno, la cui crudeltà ed intensità viviamo quotidianamente. Le viviamo quando parliamo con madri e spose di prigionieri e di scomparsi, quando compaiono cadaveri sfigurati in cimiteri clandestini, quando sono assassinati coloro che lottano per la giustizia e per la pace. […]

Questa difesa dei poveri in un mondo seriamente lacerato ha causato qualche cosa di nuovo nella storia recente della nostra Chiesa: la persecuzione. Voi saprete i dati più importanti. In meno di tre anni più di centocinquanta sacerdoti sono stati attaccati, minacciati e calunniati. Sei di loro sono martiri, sono stati assassinati; vari sono stati torturati e altri espulsi. Anche i religiosi sono stati oggetto di persecuzione. L’emittente dell’arcivescovado, istituzioni educative cattoliche e di ispirazione cristiana sono state attaccate, minacciate e intimidite con bombe. Vari conventi parrocchiali sono stati violati.

Se ciò è stato fatto con i rappresentanti più visibili della Chiesa, figuratevi quello che è successo al semplice popolo cristiano, ai campesinos, ai loro catechisti e portavoce, alle comunità ecclesiali di base. Lì si contano a centinaia e migliaia coloro che sono stati minacciati, catturati, assassinati. Come sempre, anche nella persecuzione è stato il popolo cristiano il più colpito. È dunque chiaro che la nostra Chiesa è stata perseguitata durante gli ultimi tre anni. E’ comunque più importante vedere perché è stata perseguitata. Non è stato perseguitato qualsiasi sacerdote, né è stata attaccata qualsiasi istituzione. Si è perseguitata e attaccata quella parte di Chiesa che si è posta a fianco del povero e si è alzata a sua difesa. E di nuovo troviamo qui la chiave per capire la persecuzione da quando si è occupata dei poveri. La persecuzione è stata determinata dalla difesa dei poveri e non è altro che un partecipare al destino dei poveri.

La vera persecuzione si è indirizzata verso il povero, che è oggi il corpo di Cristo nella storia. Sono i poveri il popolo crocefisso come Gesù, il popolo perseguitato come il Servo di Javhé. Sono i poveri quelli che completano sul loro corpo quello che manca alla passione di Cristo. E per questa ragione, quando la Chiesa si è organizzata e unificata, raccogliendo le speranze e le angosce dei poveri, ha avuto la stessa sorta di Gesù e dei poveri: la persecuzione».

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