Nelson e gli eroi

mandela

Leggendo ieri della morte di Nelson Mandela, e delle reazioni in tutto il mondo, mi sono trovato a pensare, d’acchito, due cose: 1. che un altro grande uomo se n’è andato lasciando un’eredità enorme; 2. che, dietro un’intera generazione di persone che scompaiono, dovrebbero essercene altrettante che prendono il loro posto. E questa seconda riflessione, mi ha fatto un poco paura. Chi prenderà il posto di Mandela? Chi ha preso quello di Gandhi? Chi, nella Chiesa, quelli di Lercaro, Martini, Dossetti, Lazzati? Chi educherà con la fecondità di un don Milani? Chi cercherà il dialogo religioso e culturale al modo radicale di Roger Schutz? …

Perché queste domande mi assillano? Perché è un momento della nostra storia d’Occidente in cui non è facile veder sorgere “eroi” affidabili: donne e uomini che si carichino del destino di un popolo e che giochino per questo la loro esistenza fino in fondo, fino a ricordare al mondo che i sogni non sono solo sogni e che una storia diversa è possibile. Pià facile è vedere riformisti aggressivi, governanti secondo le legge del potere e dell’inganno… Sono pessimista? Me lo chiedo. Magari mi sono solo svegliato male.

No, sto bene e mi sento sereno, benché sia inevitabile il pensiero che un’intera generazione di grandi donne e uomini sta, in effetti, scomparendo. Ho avuto la fortuna di conoscerne alcuni, personalmente (Martini è certamente uno di questi “eroi” che cambiano la vita di chi li incontra), sui libri (penso a un profeta come Raimon Panikkar), nei racconti di amici… Alcuni stanno lasciando le ultime tracce del loro cammino, ricco e profondo (anche qui, tra quelli che ho avuto la fortuna di incontrare, penso immediatamente a Jean Vanier, il fondatore dell’Arche)…

Un po’ meno sereno sono, quando penso a come le pagine dei nostri giornali e le trasmissioni televisive diano sproporzionatamente spazio agli anti-eroi; a persone e protagonisti inquietanti: donne e uomini che non giocano la vita per il mondo, ma giocherebbero il mondo intero per la propria vita. In Italia la maggioranza delle persone sa chi è Maria De Filippi; pochissimi conoscono Aung San Suu Kyi. E’ questo il destino degli eroi nel nostro tempo?

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Un pensiero riguardo “Nelson e gli eroi

  1. Gli “eroi” di oggi sono personaggi sbiaditi rispetto a quelli del passato; personaggi che rappresentano una vita inautentica, superficiale, frutto di una sapiente costruzione, che svaniscono presto e non lasciano traccia di sé. L’eroe di oggi, insomma, non c’entra niente con il bene e il male, o l’etica, o la missione; per l’eroe di oggi vale l’immagine mediatica, la visibilità, l’audience….ecco perché tutti conoscono la De Filippi, ma dimenticano subito un Premio Nobel…poco importa che ogni volta che inizia la sigla di Uomini e Donne, nella sua tomba Darwin si chiede perché ha buttato nel cesso tutti quegli anni della sua vita nella teoria dell’evoluzione!!

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