La posizione di Gesù

Hans Küng

Verleihung des Lew-Kopelew-Preises fuer Frieden und Menschenrechte

(1928), Salviamo la Chiesa, Rizzoli, pp. 210-212

E’ inimmaginabile che se Gesù… ritornasse…, nelle questioni controverse possa assumere una posizione simile a quella delle autorità romane, spesso condivisa anche da altre autorità ecclesiastiche, ovvero:

– che Egli, il quale metteva in guardia i farisei dal caricare pesi insopportabili sulle spalle degli uomini, oggi come ieri possa definire tutti i metodi artificiali per la prevenzione della gravidanza un peccato mortale destinato a banalizzare ogni espressione di sessualità e li possa accostare all’aborto;

– che proprio Lui, che invita alla sua tavola i falliti, possa vietare per sempre di partecipare alla sua mensa alle persone separate e risposate;

– che Egli, il quale era sempre accompagnato da donne (si occupavano del suo sostentamento) e i cui apostoli erano tutti quanti sposati, nella situazione odierna possa proibire il matrimonio agli uomini che hanno ricevuto gli ordini sacri, e vietare l’ordinazione alle donne;

– che Egli possa portare via sempre più parroci e cappellani alle comunità privandole in questo modo della celebrazione regolare dell’Eucaristia;

– che Egli, il quale prendeva sotto la sua protezione le adultere e i peccatori, possa fare emanare duri verdetti nelle questioni delicate che richiedono di essere giudicate caso per caso in modo critico, come i rapporti prematrimoniali, l’omosessualità e l’aborto…

No, non riesco nemmeno a pensare che, se ritornasse oggi, Gesù Cristo sarebbe d’accordo;

– se in ambito ecumenico la diversità di confessione restasse un impedimento al matrimonio, anzi la si rendesse un impedimento per i teologi cattolici laici (e gli aspiranti pastori protestanti) a entrare nel servizio pastorale;

– se si contestasse la validità dell’ordinazione e della celebrazione dell’Eucaristia ai pastori protestanti;

– se si impedisse l’ospitalità eucaristica e la celebrazione comune dell’Eucaristia, la costruzione di chiese e centri parrocchiali comuni e la lezione di religione ecumenica;

– se invece di convincere i propri teologi, cappellani universitari, cappellani e insegnanti di religione, ma anche i giornalisti, i funzionari delle associazioni e i responsabili delle associazioni giovanili, adducendo delle ragioni, si cercasse di domarli con sanzioni, decreti, privandoli della missio canonica…

Infine non riesco nemmeno a pensare che Egli contesterebbe ai non ebrei e ai non cristiani la conoscenza del vero Dio e la possibilità di trovare la via che conduce a Lui.

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