Cosa si pensava dei cristiani…

Publio Cornelio Tacito

tacito

(54/55-120) Annali, xiii, 32: Il caso di Pomponia Grecina

Così si pensava dei cristiani, in Roma, all’epoca in cui scriveva Tacito, il maggiore storico romano. Pochi anni dopo, anche Caio Svetonio Tranquillo (70-140) citava la nuova religione con le seguenti parole: «Vennero condannati al supplizio i cristiani, una setta di individui dediti ad una nuova e malefica superstizione» (Vita di Nerone, 16) e ancora: «Espulse da Roma i Giudei, che provocavano continui disordini su istigazione di un certo Cresto [Cristo]».

Pomponia Grecina, donna di alto rango (moglie di Aulo Plauto che, come ho riferito, ottenne un’ovazione per la sua campagna in Britannia), fu accusata di superstizione straniera [si tratta proprio del cristianesimo, così considerato nella Roma di Tacito] e consegnata al marito per essere processata. Costui seguì antichi precetti giudiziali nell’ascolto di un caso che coinvolgeva lo stato legale della moglie e il suo onore di fronte ai membri della famiglia e la dichiarò innocente. Pomponia trascorse la lunga vita in continua tristezza, poiché dopo la morte di Giulia, figlia di Druso, visse per quarant’anni indossando il lutto, con gran pena nel cuore. Sfuggì la punizione durante il regno di Claudio e in seguito fu votata alla gloria.

Annali, xv, 44: La persecuzione di Nerone

Ma tutti gli sforzi degli uomini, tutta la ricchezza dell’imperatore e le propiziazioni degli dei non bastarono a placare lo scandalo o a scacciare la convinzione che l’incendio era stato voluto.

E così per liberarsi da queste voci, Nerone diede la colpa e punì con il massimo di crudeltà un gruppo odiato per i suoi sacrilegi e comunemente chiamato “i cristiani”. Cristo, da cui essi derivavano il loro nome, era stato giustiziato per mano del procuratore Ponzio Pilato durante il regno di Tiberio. Messa a freno momentaneamente, questa superstizione pericolosa era dilagata di nuovo non solo in Giudea, la fonte del male, ma anche a Roma, ricettacolo di qualunque cosa sia sordido e degradante e provenga da qualche parte del mondo e vi trovi un seguito. Dunque, furono arrestati dapprima quelli che confessavano [di essere cristiani]; poi, sulla base della loro testimonianza, fu riconosciuta colpevole una grande moltitudine, non tanto sotto accusa di incendio doloso quanto sotto accusa di odio della razza umana. Oltre ad essere condannati a morte, essi furono utilizzati come oggetto di divertimento; essi venivano ricoperti con le pelli di animali e poi dilaniati dai cani; oppure venivano crocefissi, o messi al rogo allo scopo di illuminare la notte quando tramontava il sole; Nerone aveva aperto i suoi campi per l’esibizione e stava organizzando uno spettacolo nel circo dove si mescolava alla gente nella veste di cocchiere e circolava nel suo cocchio. Tutto questo suscitò un sentimento di pietà anche verso uomini la cui colpa meritava la punizione più esemplare; perché si capiva che essi non erano eliminati per il bene pubblico ma per gratificare la crudeltà di un individuo.

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