Vanità e supponenza degli uomini “sacri”

Bernard Häring

haering

(1912-1998) Perché non fare diversamente?, Queriniana, pp. 41ss

Il comportamento pieno di ostentazione e di supponenza, quale metodo per imporsi ed elevarsi al di sopra degli altri, è per l’autenticità della religione infinitamente […] pericoloso. […].

Esiste una vanità […] dei teologi, che è relativamente innocente e non pericolosa per la religione fintanto che essa non cerca di dominare o posporre altri. Una limitata dose di vanità può anche essere una specie di valvola di sfogo che impedisce di arrivare a forme pericolose del comportamento pieno di ostentazione e di supponenza, soprattutto quando si è ancora capaci di ridere cordialmente della propria vanità.

La storia delle religioni e specialmente la storia della Chiesa presentano forme estremamente incresciose di adozione e sacralizzazione di un pericoloso comportamento pieno di ostentazione e di supponenza mutuato da sistemi mondani e sempre tendente a imporre se stessi e a sovraccentuare l’autorità. Del resto, quasi tutti i sistemi violenti di dominio hanno sempre inclinato a sacralizzare il proprio comportamento fatto di ostentazione e di supponenza. Classiche in questo senso sono tutte le forme di culto dell’imperatore-dio dell’Oriente, dell’Egitto, di Roma ecc.

I meccanismi del comportamento pieno di ostentazione e di supponenza e della sua sacralizzazione, votati al reciproco consolidamento, operarono a partire dall’alleanza fra trono e altare sotto Costantino […]. Forse la crisi del periodo post-conciliare avrebbe avuto un altro decorso, più salutare, se il concilio avesse meritatamente mandato in soffitta, con chiarezza e all’unanimità, ogni comportamento pieno di ostentazione e di supponenza.

Io vedo anche un collegamento tra l’attuale [il testo di Haering è datato al tempo del pontificato di Giovanni Paolo II, ndr] ondata di restaurazione e un ritorno a quel tipo di comportamento. Se tale supposizione risultasse vera, allora sarebbe chiaro che le attuali tendenze a concentrare il più possibile il potere nel Vaticano, a stabilire più vasti sistemi di controllo e a piegare al conformismo nei confronti delle dichiarazioni vaticane sono tra loro psicologicamente collegate. […]

Qui ci vuole una purificazione del tempio a opera di Gesù […]. Tutti coloro che non vogliono rendersi corresponsabili degli inganni e degli autoinganni satanici hanno il dovere assoluto di smascherare queste connessioni. Qualsiasi viltà finisce per coinvolgere queste in queste manovre.

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