Prospettive per una spiritualità prossima ventura

TkdSky

Vorrei accennare oggi a quelle che considero le tre prospettive che, amio parere, segneranno i mutamenti e le trasformazioni prossime venture nell’ambito della spiritualità (e, per ricaduta, quello delle fedi e delle religioni: benché questo percorso si presenterà molto più lungo, complesso e variegato, come sempre accade per le strutture “forti”).

Si tratta di mutamenti già in atto nel linguaggio di chi riflette e soprattutto vive la ricerca spirituale (come detto, qui faccio solo qualche cenno):

1. La fine del dualismo, nelle varie forme con cui si presenta e si è presentato in Occidente da oltre duemila anni: la separazione anima/corpo, immanente/trascendente, materia/spirito, celeste/terrestre… non è più sostenibile nell’ambito di un pensiero che va sempre più verso una concezione “non duale” dell’esistente. La nostra natura (quella dell’uomo, ma anche quella del mondo animale e quella del cosmo) non è risolvibile nella dialettica tra un elemento “basso” e uno “alto”. Come dice san Paolo, tutta la creazione vive un travaglio come di un parto, per realizzare in pienezza la propria vocazione “totale”. La predicazione cristiana della “risurrezione della carne” dovrebbe far riflettere.

2. Una nuova concezione del rapporto tra scienza e fede mediato, in modo particolare, dalle ricerche neurologiche, che permettono di entrare sempre più profondamente nel mistero della mente umana e superando, anche in questo caso una serie di dicotomie che non fanno bene né all’uomo spirituale né all’uomo scientifico: l’idea per esempio che cervello e cuore siano due mondi non comunicanti… Gli studi sul rapporto fra trasformazione del cervello e meditazione buddista hanno aperto una strada dalle potenzialità fecondissime…

3. Il superamento di una concezione della persona come individuo (ne ho parlato qui la scorsa settimana) in direzione di una riscoperta della persona come relazione, relatività, responsorialità…

Questi tre punti sono veri e propri percorsi per il futuro di ogni progetto spirituale che sia sostenibile per la donna e l’uomo di domani. Non per caso in essi si ritrovano i tre nodi della crisi attuale delle religioni, delle fedi e delle mistiche: l’individualismo, il dissidio scienza/fede, una concezione superata di natura. E, sempre in questi tre elementi, sono reperibili anche le deviazioni di molta religiosità attuale: spiritualismo e materialismo esasperati; ritorno della magia; spiritualismi della solitudine in stile new age.

Ci tornerò.

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