La visita dello Straniero

Louis Massignon

massignon 3

(1883-1962), Parola data, Adelphi, pp. 296-297

Seguito della pagina precedente, è questa “estasi” che conduce alla decisione di non riconoscere alcun Nome, di non nominare più dio in alcun modo, di riconoscere al divino il suo unico serio statuto, quello dello Straniero/Amante.

Lo Straniero, che una sera di maggio venne a visitarmi, cauterizzando la mia disperazione che Egli stesso fendeva, simile alla fosforescenza di un pesce che sale dal fondo delle acque abissali, me l’aveva rivelato il mio specchio interiore, mascherato sotto le mie stesse sembianze – esploratore stremato dalla cavalcata nel deserto, tradito agli occhi dei suoi ospiti dal proprio armamentario di svaligiatore scientifico -, prima di oscurarsi davanti al Suo incendio. Allora nella mia memoria non rimase alcun Nome (nemmeno il mio) che potesse esserGli gridato per liberarmi del Suo stratagemma e sfuggire al Suo tranello. Più nulla; salvo il riconoscimento del Suo sacro isolarsi nella Propria solitudine: ammissione della mia indegnità originaria, diafano sudario del fra-noi-due, velo impalpabilmente femminile del silenzio, che Lo disarma – e che si fa iridato alla Sua venuta, sotto la Sua parola creatrice.

Lo Straniero, che nel giorno della Sua collera mi ha preso così com’ero, inerte nella Sua mano come il geco delle sabbie, ha sconvolto, a poco a poco, tutti i miei riflessi acquisiti, tutte le mie precauzioni e il mio rispetto umano. Con un rovesciamento di valori ha mutato la mia relativa tranquillità di possidente nella miseria di un mendicante…

E ciò mi valga di scusa se in questa sede non suggerisco più di cercare tra le biografie dei mistici il surrogato di un vocabolario tecnico per “entrare alla presenza di Colui che nessun Nome a priori osa evocare, né Tu, né Io, né Lui, né Noi, e se trascrivo semplicemente un grido imperfetto, certo, ma straziante di Rumi, in cui il Desiderio divino, essenziale, insaziabile e trasfigurante, sgorga di notte dal profondo della nostra adorazione silenziosa e nuda:

«Colui la cui bellezza fece ingelosire gli angeli

è venuto allo spuntar del giorno,

e ha guardato nel mio cuore;

Lui piangeva, e piansi anch’io, fino al giungere dell’alba;

poi mi chiese: “Di noi due, dimmi, chi è l’Amante?”»

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