La memoria pericolosa della comunità cristiana

Johann Baptist Metz

metz

Dov’è finito Dio e dove l’uomo?, in Capacità di futuro, Queriniana, pagg. 153ss

Da soli e “senza comunità”, a lungo andare, si può restare religiosi propriamente soltanto in un mondo che abbia un’impronta religiosa. Esso però fa parte del passato! Per questo oggi la comunità è più importante che mai. Ma come può essa corrispondere a questo bisogno, a questa esigenza? […]

Vorrei darne questa formulazione: la  comunità cristiana è una comunità di ricordo e di racconto, raccolta attorno all’eucaristia, nell’indivisa sequela di Gesù.

[Tra le mutazioni avvenute dopo il Concilio] l’esigenza di divenire soggetti, di autorità e maggiorennità nella chiesa, non sarà diretta da idee di emancipazione troppo superficiali, con cui però tutti noi mascheriamo volentieri il nostro borghese sentirci a disagio e il nostro essere incapaci di avvicinarci al Vangelo…

Una comunità raccolta attorno all’eucaristia comprende la celebrazione liturgica della memoria passionis mortis et resurrectionis Jesu Christi come espressione di una memoria pericolosa che irrompe nei rapporti vitali. Questa memoria eucaristica vuole riportare la capacità di soffrire nella nostra vita apatica, intende accettare, senza rimuoverli, dolore e angoscia, li rende sensibili alla morte, ma anche all’amore forte, che cerca una giustizia universale, per il quale le sofferenze del passato non sono diventate indifferenti. […]

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