La lobby, gli ipocriti e i gay

PAPA-FRANCESCO-6

Rimando a un articolo che mi sembra davvero lucido e interessante: sono riflessioni di Gianni Geraci,  Portavoce Gruppo del Guado di Milano, che prende spunto dalla definizione “lobby gay” diventata nei giorni scorsi uno dei tormentoni (persino Vespa ci si è buttato a pesce). Mi sembra che le distinzioni introdotte da Geraci siano davvero interessanti.

Invito comunque a leggere nella sua integralità l’intervento.

«[…] Il fatto che ci possano essere ecclesiastici che, non solo hanno tendenze omosessuali, ma che hanno dei rapporti e delle relazioni omosessuali, non può meravigliare più di tanto chi ha letto le acute analisi che lo psicologo e teologo tedesco Eugen Drewermann aveva dedicato alla condizione clericale all’interno della Chiesa cattolica (cfr. Eugen Drewermann, Funzionari di Dio. […]

Il problema, semmai, non è l’omosessualità di questi prelati, ma l’ipocrisia con cui sono costretti a viverla. Un’ipocrisia che li rende ricattabili e che li porta, per forza di cose, a costituire un vero e proprio sodalizio basato sull’ipocrisia e sul ricatto. […]

In realtà, se ci si pensa bene, lo stesso nome di “lobby gay” è fuorviante, non solo perché da questo sodalizio sono senz’altro esclusi i tanti prelati gay che cercano di vivere con impegno la loro promessa di celibato, ma anche perché il modo in cui viene vissuta l’omosessualità al suo interno non ha niente a che fare nè con il movimento gay, nè tanto meno con le tante esperienze degli omosessuali credenti.
Sarebbe piuttosto opportuno chiamarla “lobby degli ipocriti” che approfittano del loro status di ecclesiastici per vivere incontri e relazioni senza destare nessun sospetto. 
Sarbbe piottosto opportuno chiamarla “lobby degli ipocriti” che in pubblico esaltano una continenza che, in realtà, non ricercano nella loro vita e che, sempre in pubblico, parlano con disprezzo di uno “stile di vita omosessuale” che è poi quello che cercano di vivere quando sono lontani dai riflettori.

[…] Un’ipocrisia tanto maggiore quanto più l’ambiente in cui si opera nega in maniera decisa qualunque comprensione e qualunque concessione alle esigenze di chi è omosessuale. 
Ben venga quindi una riforma della Curia romana che, spazzando via tutte le ipocrisia, spazzi via anche l’ipocrisia della lobby gay, noi omosessuali cristiani siami i primi ad aspettarla, perché sappiamo che la paura con cui i vertici della chiesa guardano alla crescente visibilità degli omosessuali non è altro che uno dei frutti avvelenati di una concezione della condizoine ecclesiastica dominata dall’ipocrisia di chi ha sempre ripetuto: «Nisi caste, saltem caute» (se non riesci a vivere castamente, almeno cerca di tenere nascosto questo tuo problema).

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...