Le tre età della storia secondo Gioacchino

 

Gioacchino da Fiore

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(1130ca-1202ca) Expositio in Apocalypsim, in Gaeta-Villani, Documenti e testimonianze, Milano, 1986, pagg. 270s.

 

La prima delle tre età fu quella che si realizzò sotto la sovranità della legge, quando il popolo del Signore, al momento ancora fanciullo, serviva sotto l’imperio degli elementi di questo mondo, incapace di raggiungere la libertà dello spirito sino a che non fosse venuto colui che dice “Quando il figliolo vi farà liberi voi sarete veramente liberi”. La seconda età cominciò coll’Evangelo e continua ancora oggi nella libertà, almeno rispetto al passato, sebbene non nella libertà rispetto al futuro. Dice infatti l’Apostolo: “Ora conosciamo soltanto in parte, e profetizziamo soltanto in parte, ma quando sarà venuta la perfezione, quello che è solo in parte sarà abolito. E in un altro passo: “Il Signore è lo spirito e dove è lo spirito del Signore ivi è libertà.” La terza età comincerà nell’imminenza della fine del mondo, non sotto il velame della lettera, ma nella completa libertà dello spirito, quando annullato ed eliminato il falso vangelo del figlio della perdizione o dei suoi profeti, coloro che insegneranno la giustizia alle folle saranno simili allo splendore del firmamento ed eterni come le stelle.

 

La prima età si è realizzata sotto la legge e la circoncisione ed è cominciata con Adamo; la seconda si è realizzata sotto l’Evangelo ed è cominciata con Osea; la terza, nella misura in cui ci è possibile arguirlo dal numero delle generazioni, è cominciata dal tempo di San Benedetto, ma bisogna attendere che essa giunga al suo massimo fulgore, alla fine dei tempi, cioè al momento in cui Elia si rivelerà e in cui il popolo incredulo degli ebrei si convertirà al Signore in modo che lo Spirito Santo sembrerà parlare di questo tempo nella Scrittura: “Il Padre e il Figlio hanno operato sino ad ora e anche io opero”. Come infatti il dettato del Primo Testamento in virtù di una analogia sembra appartenere al Padre, e il dettato del Nuovo Testamento sembra appartenere al Figlio, così l’intelligenza spirituale che procede dall’uno e dall’altro sembra appartenere allo Spirito Santo. E come l’ordine dei patriarchi, che si è realizzato nei primi tempi, in virtù di analogia sembra appartenere al Padre e l’ordine dei predicatori, che si è realizzato in un secondo tempo, sembra appartenere al Figlio, così l’ordine dei monaci, ai quali è stato assegnato in sorte lo splendore dei tempi ultimi appartiene allo Spirito Santo. E perciò la prima età è stata attribuita al Padre, la seconda al Figlio, la terza allo Spirito Santo.”

 

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