L’omelia dev’essere ‘chiarozza chiarozza’

Bernardino da Siena

sanBernardino

(1380-1444), da Le prediche volgari inedite, a c. di D. Pacetti, Siena, 1935

“Declaratio sermonorum tuorum illuminat, et intellectum dat parvulis. (Salmo “Davidis” centesimo decimo ottavo).

Le parole preallegate, dilettissimi, so’ di Davit profeta al salmo 118, parlando inverso Idio, dicendo così: “La dichiarazione de’ tuoi sermoni illumina, e lo intelletto dà a’ parvoli”. E tutto questo che esso ha detto, ha detto a nostra utilità per dirizzare le menti sì del predicatore, il quale parla il sermone di Dio, e sì di coloro che vogliono stare a udire e intèndare e operare. E chi andasse cercando quante cose si richiedarebbe a volere dichiarare la parola di Dio, assai ne trovarebbero; ma pigliaremone solamente tre.

Primo, il dicitore.

Sicondo, la materia.

Terzo, l’auditore.

Primo, il dicitore; e qui dico che colui che dice, si conviene che abbi l’ofizio del potere o dovere dire.

Secondo, anco dìe avere il dicitore la materia del suo dire, e debbala tanto ben dichiarare, che ella sia atta a dichiarare la mente, e none a turbarla o oscurarla.

Terzo, anco bisogna l’uditore; e che tale uditore sia atto a potere intèndare, e ancor sia disposto a volere imparare.

De’ quali tre ofizi nascono le intelligenzie dell’anima. Primo dico che bisogna che’l dicitore abbi l’ofizio come del predicare: “declaratio sermonum tuorum”. Anco bisogna l’ofizio del dichiarare, el quale apartiene pure al dicitore: “illuminat”. Anco bisogna il terzo ofizio, cioè chi oda; per lo quale udire la mente s’amplia, e viene in altezza d’intelletto: là dove non cognosceva, viene a l’intèndare; e però dice: “et intellectum dat parvulis”.

Adunque di questi tre ofizi parlaremo: istamane de’ due, e dell’altro parlaremo domane. O donne, domani vi voglio fare perché predicatrici. E questo perché adiverrà? Perché stamane udirete da me la dichiarazione, e da questo arete la mente illuminata, e poi potrete veramente èssare predicatori e predicatrici.

Prima vediamo il dicitore: “declaratio sermonum tuorum”; vediamo quello che dìe fare il predicatore. Dico che queste so’ tre parole, e ogni parola vorrebbe una predica; considerato che noi predicatori aviamo ammaestrare giovani e vecchi, fanciulli, grassi e magri; chi è involto in una ragione1 di peccati, chi in un’altra; chi in molte ragioni. Elli ci conviene dire con modi, con ordini, con gesti, sì che la dottrina abbi quello effetto per lo quale è detta; recandoci alla memoria quello che disse Cristo a santo Pietro quando elli pescava: “Volo vos facere piscatores hominum” (io voglio voi fare piscatori d’uomini). Questo non significa niuna cosa, altro che colui che predica la parola di Dio. Chi meno intende la predica, talvolta più loda il predicatore; ché quando sarà domandato uno che non intenda molto, el quale abbi udita la predica: “Che disse il predicatore?”, la sua risposta sarà che dirà: “Elli ha detto di buone e bellissime cose”. Buono per noi se non il faremo come intervenne a uno frate di nostro ordine2 . Elli fu un frate di nostro ordine, il quale fu valentissimo in predicazione, e diceva tanto sottile, tanto sottile, che era una maraviglia; più sottile che il filato delle vostre figliuole. E questo frate aveva uno fratello opposito a lui; tanto grosso, di quelli grossolani, che era una confusione, tanto era grosso; el quale andava a udire le prediche di questo suo fratello. Adivenne che, una volta fra l’altre, avendo udita la predica di questo suo fratello, elli si misse un dì in uno cerchio degli altri frati, e disse: “O voi, fuste voi stamane alle predica del mio fratello, che disse sì nobile cosa?” Costoro il dissero: “O’ che disse?”. “O! elli disse le più nobili cose che voi udiste mai”. “Ma dici di quello che elli disse”. E elli: “Disse le più nobili cose di cielo, più che tu l’udisti. Elli disse… Doh, perché non vi veniste voi? che mai non credo che elli dicesse le più nobili cose!”. “Doh, dicci quello che elli disse”. E costui pure: “Doh, voi avete perduta la più bella predica che voi poteste mai udire!”. Infine, avendo costui detto molte volte in questo modo, pure e’ disse: “Elli parlò pure le più alte cose e le più nobili cose che io mai udisse! Elli parlò tanto alto, che io none intesi nulla”. Or costui era di quelli, tu mi intendi! Io dico che a voi bisogna dire e predicare la dottrina di Cristo per modo che ognuno la intenda; e però dico: “Declaratio sermonum tuorum”. Elli bisogna che il nostro dire sia inteso. Sai come? Dirlo chiarozzo chiarozzo, acciò che chi ode, ne vada contento e illuminato, e none imbarbagliato3 .

1 genere

2 il minorita (>)

3 accecato

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