Consigli a un figlio che vuole ben apprendere

Pietro Abelardo

(1079-1142), Al figlio Astrolabio, Da Poesia latina medievale, Milano, 1993, pag. 159

Valido nel medioevo e valido ancora oggi

Astrolabio, figlio mio, dolcezza della vita di un padre, ti lascio poche regole per il tuo insegnamento. La tua attenzione sia maggiormente rivolta all’apprendere che all’insegnare; per un verso gioverai agli altri, per un altro a te.

Quando non avrai più nulla da imparare, smetti; ma non dire che avresti dovuto smettere prima.

Fai attenzione a cosa è stato detto, non a chi l’ha detto; e cose ben dette danno al loro autore un nome.

Non credere ciecamente alle parole di un maestro a te caro, non lasciarti incatenare dal maestro che ti ama.

Ci si nutre dei frutti non delle foglie del melo, e il senso è da anteporre alle parole. Con parole ornate la persuasione cattura gli animi, è più necessaria nell’insegnamento la semplicità. …

Fai attenzione alle parole dei dotti e alle opere dei buoni; arda sempre il tuo cuore in questo sforzo.

Impara lungamente, rinsalda te stesso, esita prima di insegnare, e non buttarti a scrivere precipitosamente.”

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