Il “consiglio” di Francesco

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La fine della scorsa settimana, con un gesto che forse, a livello popolare, è passato un poco in secondo piano, papa Francesco ha cominciato a svolgere il suo compito di pastore nel concreto; gli si chiedevano atti di governo precisi e ha cominciato con l’offrirne uno, che non lascia dubbi sulle prospettive con le quali il vescovo di Roma condurrà il suo pontificato: l’elezione di un gruppo di ‘saggi’ come suo consiglio privato dice molto di quel che sarà.

  1. Dice innanzitutto della volontà di un esercizio del ministero petrino “in comunione”: accennavo, proprio su questo blog, a fine febbraio, come mi era parsa ‘in totale solitudine’ la figura di Benedetto XVI che abbandonava il ministero; ebbene, la scelta di abitare in Santa Marta, la condivisione dei pasti con sacerdoti romani, la rivendicazione del rapporto vescovo-popolo prima di quella del ruolo papale avevano fatto percepire che questo pontificato sarebbe stato condotto all’insegna della condivisione e della collegialità. La decisione della formazione di un ‘consiglio’ per il governo della Chiesa, è un atto perfettamente logico in questa direzione.
  1. Questa scelta è precisa conseguenza del voler proseguire il proprio mandato in linea con le direttive del Concilio Vaticano II, nel quale già si auspicava tale ‘consiglio’. La complessità del mondo attuale e la globale attenzione che il ruolo pubblico del papato e della Chiesa richiamano pretende un governo collegiale, sinodale nel vero senso della parola, pur lasciando al vescovo di Roma una primazialità non solo d’onore. Si può fare. Non bisogna averne paura. Non ci deve essere più spazio nella Chiesa per solitudini fatte passare per ascesi, quando si tratti di scelte di governo.
  1. La scelta degli otto cardinali è, infine, un segnale prezioso e importante del fatto che papa Francesco ha della Chiesa una concezione davvero cattolica, universale: sono rappresentati tutti i continenti. Una delle ricchezze, in prospettiva, della comunità cristiana nel mondo è proprio il suo respiro mondiale.

Ora si tratta solo di attendere: la prima riunione del gruppo di porporati si terrà infatti dall‘1 al 3 ottobre 2013. Lì si dovrebbero conoscere anche le priorità di lavoro che questo gruppo si darà.

Chi sono i cardinali prescelti?

1. Giuseppe Bertello, ex nunzio in Italia e San Marino e presidente del Governatorato del Vaticano;

2. Francisco Javier Errazuriz Ossa, arcivescovo emerito di Santiago del Cile

3. Oswald Gracias, arcivescovo di Bombay e presidente della Conferenza episcopale dell’Asia;

4. Reinhard Marx, Arcivescovo di Munchen und Freising (Germania) e figura di riferimento per le prospettive economiche e sociali;

5. Laurent Monswengo Pasinya, arcivescovo di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo);

6. Sean Patrick O’Malley, arcivescovo di Boston (Usa);

7. George Pell, arcivescovo di Sidney (Australia);

8. Oscar Andrès Rodrìguez Maradiaga, l’arcivescovo di Tegucigalpa (Honduras).

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