Le follie della religione

Erasmo da Rotterdam

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(1466 o 1469-1536) Elogio della follia (1509), Milano, 1966, pagg. 81-82. 107. 109

Una delle più belle pagine di Erasmo, attualissima per molti versi.

“XL. Che dire poi di coloro che si cullano nella dolce illusione che siano stati rimessi loro tutti i peccati, e misurano quasi con la clessidra alla mano il tempo che avranno da trascorrere in Purgatorio: secoli, anni, mesi, giorni, ore, come su una tabella matematica, con precisione superiore ad ogni possibilità di errore? O di quegli altri che, confidando in una preghiera magica o in qualche rito religioso, inventato da un pio impostore per divertimento o per far denaro, si ripromettono di ricevere tutto: ricchezze, cariche onorifiche, godimenti, splendidi pranzi, eterna salute, lunga vita, salda vecchiaia, e nell’aldilà un posto vicino a Cristo. (…)

Quaggiù invece ogni commerciante o soldato, o giudice è convinto, con l’offerta d’una sola monetina sottratta al compendio di tutti i suoi furti, d’avere riparato a tutti quanti i suoi trascorsi, e d’avere rimediato come con un patto a tutti i giuramenti falsi, a tutti i peccati di lussuria, a tutte le ubriacature, ad ogni lite, ad ogni delitto, ad ogni truffa, perfidia, tradimento, in modo così radicale da credersi lecito di ricominciare subito di nuovo tutta la serie.

E chi più folle, ma anche più felice, di coloro che col dire ogni giorno quei sette determinati versetti dei Salmi si ripromettono di riceverne in cambio una felicità più che sublime? (…) Sono follie tanto grossolane che quasi me ne vergogno persino io.1 Eppure le approvano: e non soltanto il popolo, ma anche i professori di teologia.

Inoltre non è forse da calcolarsi alla stessa stregua che ogni regione abbia il suo santo, che lo adorino con un rito particolare, e che ad ogni santo assegnino doti diverse? L’uno allevia il mal di denti, l’altro soccorre abilmente le partorienti, il terzo fa ritrovare gli oggetti rubati, quest’altro ancora fa rifulgere la sua benigna potenza nei naufragi, quello bada alle greggi e così via, perché elencarli tutti sarebbe troppo lungo.

LX. (…) Ma gli altri si compiacciono di sé e plaudono a se stessi, tanto che, occupati giorno e notte nelle loro dolcissime cantilene, non trovano un attimo di tempo per aprire anche una sola volta il Vangelo o le epistole di San Paolo. E mentre nelle scuole si baloccano con queste sciocchezze, sono convinti di sostenere coi loro sillogismi la Chiesa universale, che crollerebbe altrimenti, come secondo i poeti Atlante regge il mondo sulle spalle. (…)

LXI. Felici quasi quanto costoro sono quelli che comunemente si chiamano religiosi o monaci con una denominazione quanto mai falsa, perché buona parte di essi è ben lontana dalla religione, ed in secondo luogo non c’è gente che s’incontri dappertutto e più di frequente.(…) Ve ne sono alcuni che dalla povertà e dalla mendicità traggono persino un guadagno rilevante, chiedono alle porte con alti lai un tozzo di pane e, con gran danno dei mendicanti di professione non c’è albergo, veicolo o battello a cui non si affaccino importuni. E così quei “soavissimi uomini”, con la sporcizia, l’ignoranza, la rozzezza, l’impudenza, voglio – a udir loro – darci un’immagine degli Apostoli.”

1 E’ la follia che parla in prima persona.

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Un pensiero riguardo “Le follie della religione

  1. Erasmo e la Follia ci propongono di guardare la realtà con occhi nuovi, consapevoli che quello che ci circonda è puro caos, è la Follia stessa. Essa però non è un ostacolo ai progetti dell’uomo, all’oggettività o a chissà che altro canone socialmente stabilito, bensì l’arma stessa dell’uomo, il vivere con pienezza mantenendo dignità e rispetto per gli altri. La Follia si incarna in tutte quelle realtà che conosciamo: nell’amicizia, nell’amore, nella società stessa, nella religione e nelle Scritture. La Follia è il mezzo per creare la pace, la tolleranza, per superare i difetti altrui oltre che i propri.
    La Follia è credere fermamente ad un ideale e combattere per esso.
    Essere folli non è sbagliato…è il non esserlo che ci trasforma in corpi vuoti.

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