Ci possono essere cattolici che non sono cristiani?

papa_francesco_benedetto_xvi_01

Non esistono solo (e sembrava cosa scontata) i cristiani non cattolici. Esistono anche i cattolici che non sono cristiani. Il fatto mi si è rivelato come lampo luminosissimo, ieri mattina presto, tra la veglia e il sonno, come una rivelazione.

La tradizione spirituale e teologica cattolica ha, forse, per troppo tempo dovuto affrontare il primo caso (eretici, scismatici, atei devoti, sedicenti credenti…): nei confronti di costoro si è affannata a definire i paletti entro i quali si poteva aver salvezza e fuori dai quali nient’altro che dannazione (salvo poi spostare pali e riadattare staccionate, quando l’evidenza della vita interiore di alcuni confutava l’asserto teologico); dicevo: forse per troppo tempo il cattolicesimo si è dovuto preoccupare di definire i confini della propria ortodossia, giungendo a scordare un altro limite, forse anche più decisivo, che oggi emerge drammaticamente e con crescente violenza: non il confine entro il quale ci si può ancora dire cattolici, ma quello entro il quale ci si può ancora, onestamente, considerare cristiani.

Quando leggo alcune critiche dei cosiddetti cattolici tradizonalisti o cattolici di destra a papa Francesco, non posso evitare di pensare a questa onestà e coerenza, e a questi confini: quando ci sono cattolici turbati dal fatto che il papa indossi o meno la mozzetta, o il pallio, o le scarpette di capretto; quando la preoccupazione principale di alcuni è tornare a dire e ascoltare la messa in latino; quando ci si avvicina all’altare per ricevere l’Eucarestia conoscendo ogni regola liturgica, ma contemporaneamente affermando che l’accoglienza dello straniero è un problema; quando si commenta la celebrazione della lavanda dei piedi nel carcere minorile chiedendosi sprezzanti se la prossima messa, questo papa “pacione” (così lo chiamano), la celebrerà in una cantina o in una stalla (non invento: si legga qui); quando si è disturbati dal fatto che l’attenzione ai poveri possa distrarre dal governo della Chiesa; quando si giudica scandaloso il fatto che il capo della Cattolicità lavi i piedi ai musulmani e alle donne (perché la liturgia non lo prevede – dimenticando che una donna lavò i piedi a Cristo, a sua volta giudicata dai “farisei ipocriti”).

Quando accade tutto questo, non riesco a fare a meno di chiedermi se tali cattolici (che pongono il Tempio prima della Carità, e così somigliano sempre di più ai sacerdoti e ai leviti che nella parabola del Buon Samaritano “guardarono e passarono oltre”) si possano ancora dire cristiani.

Per chi è interessato ad approfondire, si veda anche l’articolo di Accattoli sulle critiche a papa Francesco.

 

Annunci

10 thoughts on “Ci possono essere cattolici che non sono cristiani?

  1. Sarebbe interessante che il nuovo vescovo di Roma fosse la causa di un doppio scisma. Il primo quello dei “cattolici-non cristiani” che non si riconoscono in Franceso (e non ne riconoscono l’autorità petrina) e non sarebbe altro che un ripetersi di quegli episodi post-conciliari che culiminarono in Marcel François Lefebvre (non a caso, se non sbaglio, in qualche modo riabilitato da Ratzinger, ops,scusa: Papa Benedetto XVI). Il secondo scisma è quello dei “cattocristiani-non vetero cattolici” (non mi viene definizione adeguata) che cercano Dio al di la di ogni distinzione religiosa… è troppo?

    Mi piace

  2. Spero SINCERAMENTE che celebri la prossima eucaristia in una stalla. Al di là delle inutili ontologie di un (sempre e solo presunto) tradimento liturgico, mi comunicherebbe qualcosa di molto più autentico. E di molto più originario. Per lo meno mi ricorderebbe che millenni di traduzioni culturali non diventano automaticamente Tradizione (con la maiuscola), e la prassi di sviscerare formule in latino non può e non deve far dimenticare ciò che il cuore del mistero celebrato dovrebbe sempre riflettere: la dignità dell’essere-con-l’uomo, sposata da Dio una volta per tutte nello scandalo di una greppia e nell’indecoroso fetore di una catacomba.

    Mi piace

    1. Come non darti ragione.
      Uno dei (tanti) meriti di Francesco (il Santo) fu di tenere all’interno della Chiesa di allora le spinte indirizzate verso la riscoperta della radicalità del Vangelo.
      Così come oggi Francesco (il Papa) sta facendo riscoprire ai cristiani la bellezza di una appartenenza che tocca il cuore, ben oltre l’esteriorità.
      Purtroppo, ggi come allora ci saranno sempre cuori induriti

      Mi piace

  3. … eppure mi sembra che le critiche vadano di pari passo con le gigantesche laudi che pure riscuote Papa Francesco: parlando tra cristiani e da cristiani sia le une che le altre mi paiono lontane dalla comprensione e accoglienza del Papa quale è, cioè il testimone della Resurrezione di Cristo, colui che raccoglie questa testimonianza da Pietro stesso e la dona a tutto il mondo, in comunione con la Chiesa.

    Mi piace

  4. A titolo informativo e per una migliore percezione della cosa vi invito ad andare a leggere lo scambio in corso, ormai dal 13 marzo, sul Blog “Messainlatino”, a confronto del quale l’articolo apparso su “Pontifex” è, come si dice noi toscani, una barzelletta. Lì siamo nel cuore del covo di vipere più invelenite che ci sia in circolazione nella Chiesa, che già a suo tempo mi ha strappato una replica indignata, a proposito di altro. Se avete stomaco andate a vedere. Io questa volta li lascio perdere, anzi, la loro bile e l’ostinazione cieca li accolgo, sia pure con dolore, come un segno, una prova del nove per rassicurarci, casomai ce ne fosse bisogno, che papa Francesco è proprio l’uomo di Dio voluto dallo Spirito per far splendere sul mondo il volto di Cristo; una fisionomia della quale i connotati si erano un po’ persi, non solo nelle stanze del palazzo.

    La messa nella stalla??? sarebbe semplicemente stupendo. Diamogli tempo…. magari a Natale, chissà!!
    Preghiamo per il papa e anche per Benedetto, il cui gesto, nella sua potente portata, ho paura che non sia stato nemmeno lontanamente intuito dai suoi fan nostalgici.

    Mi piace

  5. Vorrei ricordare a tutti che Francesco c’è grazie al grande gesto d’amore per la Chiesa di Benedetto XVI e che Lui sì, rimarrà alla Storia. Un Pontefice di una intelligenza e lungimiranza straordinaria che non ha ‘riabilitato’ la messa tradizionale, ha semplicemente fatto in modo che si sapesse che non è stata mai ‘abrogata’ e che i lefebrviani non sono i custodi della Tradizione. Un Pontefice non compreso nè dai tradizionalisti nè dai progressisti. Perciò immenso.
    Francesco non credo che produrrà alcun ‘scisma’ e credo che ben presto anche i media si ‘stancheranno’ (come i fruitori dei media) dei gesti ‘umili’.
    C’è bisogno di governo della Chiesa.

    Mi piace

    1. Sono d’accordo sul fatto che Benedetto XVI sia uno dei pontefici cui solo la distanza temporale permetterà di parlare con serenità (e anche di riscoprirne il valore: l’ultimo suo gesto obbliga inevitabilmente a rileggere l’intero suo papato con occhi diversi). Riguardo ai gesti umili, invece, spero che non ci si stanchi troppo presto di apprezzarli. La Chiesa ha certamente bisogno di governo (come è sempre stato, fin dalle origini) ma ha, a mio parere, necessità di un governo che si specchi nell’immagine del suo “capo” (che è Cristo, e non va dimenticato).

      Mi piace

  6. Questo il blog giusto per tutti coloro che vogliono capire qualcosa su questo argomento. Trovo quasi difficile discutere con te (cosa che io in realt vorrei… haha). Avete sicuramente dato nuova vita a un tema di cui si parlato per anni. Grandi cose, semplicemente fantastico!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...