Giovedì santo. Il Dio insaziabile che si lascia mangiare

Jan van Ruysbroeck

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(1293-1381), Lo specchio dell’eterna salvezza

Una potentissima pagina del mistico fiammingo, sul senso dell’ultima cena e dell’eucaristia.

L’amore del Cristo è avido e liberale: se lui ci dona tutto  quello che ha e tutto quello che è, in cambio prende in noi tutto quello che noi abbiamo e tutto quello che noi siamo; e lui richiede da noi più di quello che noi siamo capaci di donare. La sua fame è smisuratamente grande; ci consuma per intero fino alla fine, talmente la sua avidità è immensa e il suo desiderio insaziabile: lui divora fino al midollo delle nostra ossa. Tuttavia noi ci concediamo volentieri a lui, e più noi gli concediamo, più lui gusta le nostre attrattive. Ed anche se lui ci consuma, non può mai essere sazio, poiché lui è insaziabile e la sua fame è senza misura; noi siamo poveri, lui lo sa: ma non ne ha cura, non esige di meno.

Per prima cosa prepara i suoi pasti e consuma nell’amore tutti i nostri peccati e i nostri difetti. Poi, dopo che siamo purificati attraverso il fuoco dell’amore, lui piomba su di noi come l’avvoltoio sulla propria preda. Poiché lui vuole trasformare e consumare la nostra vita piena di peccato nella sua vita tutta piena di grazia e di gloria, che è sempre pronto a donarci, purché noi consentiamo a rinunciare a noi stessi e ad abbandonare il peccato. Se noi potessimo vedere l’ardente desiderio che ha il Cristo della nostra salvezza, noi non saremmo capaci di trattenerci e ci avvicineremmo noi stessi a lui. Sebbene le mie parole siano strane, quelli che amano mi capiscono bene.

L’amore di Gesù è di natura così nobile che, consumando tutto, vuole nutrire. Se lui ci assorbe interamente in lui, di risposta lui si dona lui stesso. Bisogna che nascano in noi la fame e la sete dello spirito, che devono farcelo gustare con un godimento eterno, e a questa fame spirituale così come all’amore del nostro cuore dona l’alimento del proprio corpo. E di questo corpo sacro, se noi lo prendiamo e consumiamo in noi con un’intima devozione, fluisce in tutto il nostro essere e nelle nostre vene anche il suo sangue glorioso e pieno d’ardore. Noi siamo infiammati per lui d’amore e di carità di cuore; corpo e anima, siamo impregnati di godimento e di gusto spirituale.

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