Il senso della fede secondo Magdi Allam

allam battesimo

Ci ho pensato a lungo se scrivere o meno qualcosa sulla questione Magdi Allam, perché in questo blog vorrei evitare, in genere, di entrare in polemica con chicchessia. Ma ho deciso, alla fine, di scrivere qualcosa non tanto per parlare del personaggio (che a mio parere non meritava attenzione quando ha sbandierato al mondo una sedicente conversione mediatica e non la merita ora che afferma di considerare conclusa la sua esperienza nel cattolicesimo (il testo con cui dà questo annuncio è leggibile qui), quanto per sottolineare alcuni temi che, dalla lettera pubblicata su Il Giornale, svelano un’idea di conversione e di cattolicesimo (ma anche di cristianesimo) che mi sembra persin poco definire tragica e drammatica, se dovesse prendere piede.

1. Innanzitutto, credo che una conversione non si possa “considerare conclusa”, quando la si sia presa sul serio. La conversione è il cammino di una vita: non si lasciano le proprie strade, ma le si ampliano, si aprono percorsi; le conversioni non finiscono, al limite si elaborano, si strutturano… Magdi Allam ci presenta, invece, con il suo atteggiamento, una forma di relazione con l’Assoluto in cui il concetto del divino e dell’umano sono qualcosa in cui e da cui il singolo può entrare e uscire a piacimento. Mentre combatte il relativismo, Allam rende tutto relativo, e nel modo peggiore: relativo a lui stesso! Questo è ciò che davvero è inaccettabile. L’islam è falso, egli dice. La Chiesa è bugiarda in quanto inganna i fedeli sulle questioni più radicali, ribadisce. E quindi? Ora Allam afferma che continuerà a fare riferimento a un Cristo senza Chiesa, ma fino a quando? Fino a che Gesù stesso, con il suo messaggio di perdono universale, non lo infastidirà a sua volta?

2. Negli ultimi anni mi è capitato di lavorare a un libro autobiografico, che metteva a tema la conversione di una persona dall’islam al cristianesimo; il vero nome dell’autore non lo conosciamo, poiché egli vive oggi in Francia sotto protezione, a causa della persecuzione religiosa. Il libro si intitola “Il prezzo da pagare” e mi permetto di consigliarlo, perché vi trovo l’esempio straordinario di cosa significhi conversione quando sia intesa come “cosa seria” e non negoziabile con questioni socio-politiche o di immagine mediatica. La conclusione di quel libro è straziante; l’autore, perseguitato persino dai suoi familiari, sottolinea che una sola cosa, per essere davvero seguace di Cristo, gli manca: il riuscire a perdonare, come il crocifisso, i suoi oppressori. Joseph Fadelle (così si presenta il protagonista di questa vicenda) afferma che il perdono sarebbe, infine, il segno della verità della sua conversione. Come siamo lontani da Magdi Allam. Come siamo vicini a Gesù di Nazaret.

3. I motivi per cui Allam lascia il cattolicesimo sono, innanzitutto, le attenzioni che i papi hanno dato all’islam in questi anni: dal 1999 (lo dice lui stesso) a oggi. Ma come mai se ne è accorto solo oggi? Taccia di papalatria il comportamento dei fedeli in questi giorni, nei confronti di papa Francesco. Non lo infastidiva la papalatria nei confronti di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI? La sensazione è di malafede e di uso politico della religione. Sta cercando nuove possibilità per presentare un proprio partito (dopo il fallimento dell’esperienza politica che, guarda caso, aveva seguito la “prima conversione”?). Ma, e concludo, quel che davvero inquieta sono le affermazioni che egli fa sullo stato sociale e sul senso della religione in Occidente. Vale la pena riportarle integralmente:

«La verità è che la Chiesa è fisiologicamente relativista. Il suo essere contemporaneamente Magistero universale e Stato secolare, ha fatto sì che la Chiesa da sempre accoglie nel suo seno un’infinità di comunità, congregazioni, ideologie, interessi materiali che si traducono nel mettere insieme tutto e il contrario di tutto. Così come la Chiesa è fisiologicamente globalista fondandosi sulla comunione dei cattolici in tutto il mondo, come emerge chiaramente dal Conclave. Ciò fa sì che la Chiesa assume posizioni ideologicamente contrarie alla Nazione come identità e civiltà da preservare, predicando di fatto il superamento delle frontiere nazionali. Come conseguenza la Chiesa è fisiologicamente buonista, mettendo sullo stesso piano, se non addirittura anteponendo, il bene altrui rispetto al bene proprio, compromettendo dalla radice il concetto di bene comune. Infine prendo atto che la Chiesa è fisiologicamente tentata dal male, inteso come violazione della morale pubblica, dal momento che impone dei comportamenti che sono in conflitto con la natura umana, quali il celibato sacerdotale, l’astensione dai rapporti sessuali al di fuori del matrimonio, l’indissolubilità del matrimonio, in aggiunta alla tentazione del denaro

Ora, mi chiedo: Magdi Allam, che si dichiara affascinato da Cristo, ha mai letto il Vangelo? E chi lo ha battezzato e accolto nella Chiesa, sapeva di queste sue posizioni? Ciò che mi inquieta (per quel che vale), non è che oggi esca dalla Chiesa, ma che (ieri, e con queste idee) vi sia entrato.

Piccolo particolare, infine: il suo battesimo era avvenuto in pompa magna, per mano di Benedetto XVI, quasi una ritualità “esemplare”. Era davvero necessario?

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