Una parabola sociale (attualissima?)

Felicité Robert de Lamennais

Lamennais-4

(1782-1854), Parole di un credente (1834), Milano, 1991, passim

Un’impressionante parabola sociale di Lamennais, scritta quasi due secoli fa, ma che rischia di sembrare drammaticamente profetica…

In principio il lavoro non era necessario all’uomo per vivere la terra spontaneamente rispondeva a tutti i bisogni. Ma l’uomo fece il male e poiché si era ribellato a Dio, la terra si rivoltò contro di lui. […] E Dio diede loro ancora questo precetto: Aiutatevi reciprocamente, perché tra voi ci sono i più forti e i più deboli, i sani ed i malati, eppure tutti devono vivere. […]

Un tempo vi fu un uomo malvagio e maledetto dal cielo. E quest’uomo era forte e odiava il lavoro e disse a se stesso: Come farò? se non lavoro morirò e il lavoro mi è insopportabile. Allora concepì in cuor suo un pensiero infernale. Se ne andò in giro la notte e sorprese alcuni suoi fratelli dormienti e li caricò di catene. Perché, diceva a se stesso, li costringerò così, con le verghe e la frusta, a lavorare per me e mangerò i frutti del loro lavoro. E fece ciò che si era proposto e altri, vedendolo, fecero altrettanto e non ci furono più fratelli ma signori e schiavi. Fu un giorno di lutto sulla terra.

Molto tempo dopo ci fu un altro uomo malvagio più del primo e anche più maledetto dal cielo.

Vedendo che gli uomini si erano ovunque moltiplicati e che erano una moltitudine innumerevole, disse a se stesso: forse potrei incatenare qualcuno e costringerlo a lavorare per me; bisognerebbe nutrirlo e ciò ridurrebbe il mio guadagno. Farò meglio, farò in modo che lavorino per niente. In verità morranno, ma poiché grande è il loro numero, ammasserò ricchezza prima che siano molto diminuiti e ne resteranno sempre a sufficienza.

Dopo aver così parlato, si rivolse singolarmente ad alcuni e disse loro: voi lavorate adesso sei ore e ricevete una moneta per il vostro lavoro; lavorate dodici ore e guadagnate due monete e vivrete meglio, voi e le vostre mogli e i figli. Ed essi gli credettero.

E quindi disse loro: voi lavorate adesso solo la metà dell’anno; se lavorerete tutto l’anno, il vostro guadagno raddoppierà. E ancora gli credettero.

A un certo punto accadde che essendo il lavoro aumentato del doppio senza che fosse aumentato altrettanto il bisogno del lavoro, la metà di coloro che vivevano in precedenza del loro lavoro non trovarono più nessuno che li impiegasse. Allora l’uomo malvagio a cui avevano creduto disse loro: darò lavoro a tutti a condizione che lavoriate lo stesso tempo per la metà di ciò che vi pagavo prima, perché voglio esservi utile ma non andare in rovina. E poiché avevano fame, essi, le loro mogli e i loro figli, accettarono la proposta dell’uomo malvagio e lo benedissero; perché, dicevano, ci garantisce la vita. […]

E l’uomo malvagio che aveva mentito ai suoi fratelli ammassò più ricchezza di colui che li aveva incatenati.

Il nome di quest’ultimo è TIRANNO; l’altro ha nome solo all’inferno.”

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4 thoughts on “Una parabola sociale (attualissima?)

  1. In anni lontanissimi, sono stato uno studioso di Lamennais, e andrebbe ricordato che, come nel caso di Murri e tanti altri, fu la gerarchia ecclesiastica, preoccupata dal suo tradizionalismo radicale che minacciava la sua tendenza al compromesso politico, ad abbandonarlo, favorendone. come apostata, il passaggio alle forze rivoluzionarie sociali che prepararono il ’48. Il suo Paroles d’un croyant fu un bestseller straordinario, e l’ex abate influenzò sia Leopardi che Marx.

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    1. Potresti curare e pubblicare Parole di un credente, ultima edizione Rizzoli, credo, 1991, ma soprattutto il Saggio in materia d’indifferenza, che non credo sia stato pubblicato in italiano, ma bisognerebbe verificare. Ciao b

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