Cos’è la santità?

Columba Marmion

dom_marmion

(1858-1923), Cristo vita dell’anima, Milano, 1963, pagg. 11s.

Un classico della spiritualità tra XIX e XX secolo. Un’interpretazione tradizionale ma intensa del significato cristiano della vita interiore.

Tutta la santità consisterà dunque nel ricevere la vita divina da Cristo e per mezzo di Cristo, che ne possiede la pienezza e che ne è l’unico mediatore: nel conservarla, nell’aumentarla continuamente, per mezzo di una adesione sempre più perfetta, per mezzo di un’unione sempre più intima a colui che ne è la sorgente.

La santità è dunque un mistero di vita comunicata e ricevuta: “comunicata in Dio dal Padre al Figlio, per mezzo di una generazione inenarrabile”– comunicata all’infuori di Dio, dal Figlio all’umanità, a cui egli si unisce personalmente nell’Incarnazione; – poi resa, da questa umanità, alle anime e ricevuta da ognuna di esse nella misura della loro predestinazione particolare: “secundum mensuram donationis Christi” -. di modo che Cristo è veramente la vita dell’anima, perché della vita egli è la sorgente ed il dispensatore. […]

Ma che cosa vuol dire “essere santo”? Noi siamo creature, la nostra santità non esiste che per mezzo di una partecipazione a quella di Dio. Per comprenderla, noi dobbiamo risalire dunque sino a Dio. Egli solo è santo per essenza, o, piuttosto, è la stessa santità. […] In che cosa consiste dunque questa santità in Dio?

Tutto è semplice in Dio. Le sue perfezioni sono, in lui, realmente identiche a lui stesso. Di più, la nozione di santità non può essergli applicata che in modo assolutamente trascendente e nei limiti del linguaggio analogico. […] Che cosa è dunque la santità in Dio?

Secondo il nostro modo di parlare, ci sembra che essa si componga di un doppio elemento: prima di tutto allontanamento di tutto ciò che è imperfezione, di tutto ciò che è creatura, di tutto ciò che non è Dio stesso.

Questo è soltanto un aspetto “negativo”. C’è un altro elemento che consiste in ciò: Dio aderisce per mezzo di un atto immutabile e sempre attuale della sua volontà al bene infinito (che non è altro che Egli medesimo), in modo da conformarsi adeguatamente a tutto ciò che costituisce questo bene infinito. Dio conosce perfettamente se stesso… Questa adesione immutabile, questa conformità suprema della volontà divina all’essenza infinita, considerata come norma ultima di attività, è perfettissima, poiché in Dio la volontà è realmente identica all’essenza. La santità divina si ricollega dunque all’amore… e alla fedeltà… […]

Più dunque c’è in noi dipendenza d’amore verso Dio, di conformità della nostra libera volontà al nostro fine primario (che è la manifestazione della gloria divina), più aderiamo a Dio. Ciò può effettuarsi soltanto col distacco da tutto ciò che non è Dio. Più, infine, questa dipendenza, questa conformità, questa adesione sono fermi e stabili, più la nostra santità è elevata.”

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2 thoughts on “Cos’è la santità?

  1. Condivido in pieno quanto hai cercato di far filtrare nel mondo con questi articoli, soprattutto attraverso i due potenti autori spirtuali di ieri e di oggi ( ma vedo che lo fai molto spesso) il De Sales e il Marmion. Te ne sono grata. Spero che in tanti attingano a questi stimoli perché, apparentemente innocui, conengono invece la più alta carica rivoluzionaria che possa essere messa in mano a un uomo. Coltivare, anche se a fatica, una vita interiore, significa addestrare i nostri muscoli intellettuali, sprituali a dar battaglia a tante cose inutili e superflue a non farci incantare dai pifferai ( termine di moda in questi giorni). Ed ecco anche spiegato perché questi stimoli si trovino raramente, non si può mica rischiare di svegliarci e farci aprire gli occhi; si potrebbe diventare meno obbedienti al sistema e quindi pericolosi.
    Bellissima l’idea di pubblicare anche le immagini; ma vedete che facce limpide, intense, calde, che sguardi integri avevano questi pensatori? Roba di altri tempi?

    Grazie ancora di questa seminagione.

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  2. E’ precisamente quel che vorrei fare con questo lavoro. Mettere in dialogo i secoli, le persone, che ovunque siano, a qualunque cammino appartengano, sempre e comunque sono in ricerca. Serve a me, spero serva anche a qualcun altro… grazie.

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