Scienza e fede. Un progetto mistico

Pierre Teilhard de Chardin

(1881-1955) Il fenomeno umano, Milano, 1968, pagg. 382ss.

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Pagina straordinaria e profetica. Indimenticabile.

In apparenza, la terra moderna è nata da un movimento antireligioso. L’uomo che basta a se stesso. La ragione che sostituisce la fede. La nostra generazione, ed anche le due precedenti, hanno solo sentito parlare di conflitto tra fede e scienza. tanto che, ad un dato momento, si è potuto avere la sensazione che la scienza fosse destinata a sostituire la fede.

Ora, più la tensione si prolunga e più il conflitto sembra doversi risolvere in forma del tutto diversa: un equilibrio che non sia un’eliminazione o una dualità, ma una sintesi. Dopo quasi due secoli di lotte appassionate, né la scienza né la fede sono riuscite a diminuirsi l’un l’altra. Al contrario, diventa evidente che l’una non potrebbe normalmente svilupparsi senza l’altra: e ciò per il semplice fatto che una stessa vita le anima entrambe. Infatti, la scienza non può giungere agli estremi limiti del suo slancio e delle sue costruzioni senza colorarsi di mistica e caricarsi di fede.

Il suo slancio, anzitutto. Abbiamo toccato questo punto a proposito del problema dell’azione. L’uomo continuerà a lavorare ed a cercare solo se conserverà il gusto appassionato di agire. Ora questo gusto è interamente legato alla convinzione – che la scienza non è da sola e che può, anzi deve, se noi siamo fedeli, pervenire ad una qualche perfezione. Fede nel progresso.

Le sue costruzioni, successivamente. Noi possiamo prospettare, scientificamente, un miglioramento quasi indefinito dell’organismo umano e della società umana. Ma non appena si tratta di materializzare sul piano pratico i nostri sogni, costatiamo che il problema è indeterminato o insolubile, a meno di ammettere, mediante una intuizione parzialmente soprarazionale, le proprietà convergenti del mondo al quale noi apparteniamo. Fede nell’unità.

ma vi è qualcosa di più. Se, sotto la pressione dei fatti, ci decidiamo per un ottimismo di unificazione, ci imbattiamo tecnicamente nella necessità di scoprire, oltre all’impeto necessario per avanzare, e oltre all’obiettivo particolare che deve orientare il nostro cammino, l’elemento che lega, il cemento speciale che assocerà vitalmente le nostre esistenze senza falsarle e senza diminuirle. Fede in un Centro di personalità sommamente attraente.

Insomma, non appena la scienza supera lo stadio inferiore e preliminare delle indagini analitiche e passa alla sintesi – una sintesi che culmina naturalmente nella realizzazione di un qualche stato superiore dell’umanità -, si trova subito nella necessità di fare anticipazioni e di puntare sul futuro e sul Tutto: ma, di colpo, supera se stessa ed emerge nell’opzione e nell’adorazione.

Renan e il XIX secolo non sbagliavano dunque quando parlavano di una religione della scienza. Il loro errore è stato quello di non vedere che il loro culto dell’umanità implicava la reintegrazione, in forma rinnovata, delle stesse forze spirituali che pretendevano di eliminare. […]

Nel mutuo rafforzamento di queste due potenze tuttora antagoniste, nel congiungimento di Ragione e Mistica, lo spirito umano, per la stessa natura del suo sviluppo, è destinato a giungere sino all’estremo della sua penetrazione ed al massimo della sua forza viva.”

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