Martiri, sciocchezze e frasi infelici.

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Mi segno, in questo periodo, con una certa continuità, le notizie che mi colpiscono. E, come spesso accade nel nostro strano mondo, le notizie tristi e talvolta umilianti sono più di quelle che rallegrano. Nonostante gli angeli cantino sulla grotta: Pace agli uomini di buona volontà.

Al di là delle brevi retoriche natalizie ci sono alcuni fatti che mi hanno particolarmente fatto riflettere e chiedo, già qui, scusa ai lettori per il fatto che utilizzerò qui qualche tono inusuale e forte:

  • La pubblicazione da parte della casa editrice EMI della vita di Julius Nyerere, primo presidente della Tanzania libera, politico socialista e fautore di una via di “socialismo cristiano” per l’Africa. Nyerere è figura che sarebbe da riscoprire davvero, nei vari dibattiti per una politica del futuro. Il libro si intitola: Nyerere, il maestro. Vita e utopie di un padre dell’Africa, cristiano e socialista. Una buona presentazione si trova sul blog di Tornielli.
  • Giovanni Colombo, su Micromega, ha pubblicato un testo che percorre in maniera forte, riflessa (e un po’ amara) il percorso della Chiesa italiana dopo il Vaticano II; è un breve saggio di storia ecclesiale che, a mio parere, non dovrebbe passare inosservato (aiuta a capire bene anche alcune dinamiche di Cl e AC odierne). Chi vuole leggerlo lo trova nell’interessante blog Concilio v2.0.
  • E veniamo alle cose tristi: innanzitutto la faccenda delle nozze gay come attentato alla pace e alla giustizia. Qualche giornale e articolista cattolico hanno tentato di smentire che il papa, nel suo discorso per il primo gennaio, avesse detto questa cosa, balzata (come era naturale) al centro delle polemiche giornalistiche. Il dramma è che nel discorso, questa affermazione c’è proprio e senza tema di essere smentita: nell’elenco delle questioni che provocano attentato alla pace e alla giustizia ci sono anche i matrimoni che non corrispondono alla “legge di natura”. Ecco il passo “incriminato”: «Anche la struttura naturale del matrimonio va riconosciuta e promossa, quale unione fra un uomo e una donna, rispetto ai tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che, in realtà, la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale. Questi principi [aborto, eutanasia, struttura naturale del matrimonio…] non sono verità di fede, né sono solo una derivazione del diritto alla libertà religiosa. Essi sono inscritti nella natura umana stessa, riconoscibili con la ragione, e quindi sono comuni a tutta l’umanità. L’azione della Chiesa nel promuoverli non ha dunque carattere confessionale, ma è rivolta a tutte le persone, prescindendo dalla loro affiliazione religiosa. Tale azione è tanto più necessaria quanto più questi principi vengono negati o mal compresi, perché ciò costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace.» Ora, come si possa in coscienza affermare che la richiesta di riconoscimento di unioni diverse da quelle tradizionali (e quindi anche quelle omosessuali) siano attentati alla giustizia e alla pace, fa davvero problema. Il dramma è che affermazioni di questo genere hanno come esito semplicemente quello di far dimenticare il resto della lettera papale (da parte dei media) e di istigare un certo tipo di cattolicesimo che non nomino più nemmeno “di destra”, ma semplicemente “infelice”. Non sarebbe meglio preoccuparsi meno di delle forme (twitter su tutti) e più dei contenuti, in vista di una comunicazione efficace?
  • Continua la strage di cristiani nel mondo. Pare che siano 105.000 le persone uccise per la loro fede cristiana nel mondo, nel 2012. Se ne parla obiettivamente troppo poco! L’ultima vittima è, ancora, in Pakistan; si tratta di una ragazza di Quetta, ancora in Pakistan, dove è anche detenuta Asia Bibi, che ha inviato una straordinaria lettera sulla fede, che invitiamo a leggere, a qualunque credo si appartenga; e dove è morto, martire, Shabbaz Bhatti (la sua biografia in un libro bellissimo di Francesca Milano).
  • Infine, come non dire qualcosa dell’immensa stupidità (e rischia di essere un complimento!) del prete di Lerici, don Piero Corsi, che ha appeso alla bacheca della sua chiesa un volantino in cui sosteneva che se gli uomini fanno del male alle donne, queste ultime, però sono delle istigatrici. A parte ogni discorso sulla morale, sull’esposizione della nudità, sulla provocatorietà dei costumi ecc.: la si vuol capire che ognuno deve essere considerato responsabile delle proprie azioni? Se un uomo violenta una donna, è solo lui il responsabile dell’atto! Questo va detto una volta per tutte, con forza. Non mi risulta che in epoche in cui le donne andavano vestite con tuniche che le coprivano da capo a piedi gli stupri non avvenissero. Anzi! Quel che il prete di Lerici ha detto e scritto (e per fortuna, questa volta, il vescovo è intervenuto con durezza), è più diffuso di quel che si creda. Io stesso ho assistito (e me ne sono andato) a un’omelia anni fa, in un paese della costa adriatica, in cui il geniale omileta affermava: “Sono stupito, per come andate vestite e svestite, che non siano ancor di più le violenze su di voi!” Come diceva un saggio: “La madre dei cretini è sempre incinta”.
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3 thoughts on “Martiri, sciocchezze e frasi infelici.

  1. “Mi chiedo quante altre persone debbano morire a causa della giustizia. Prego in ogni momento perché Dio misericordioso illumini il giudizio delle nostre autorità e le leggi ristabiliscano l’antica armonia che ha sempre regnato fra persone di differenti religioni nel mio grande Pae­se. Gesù, nostro Signore e Salvatore, ci ama come esseri liberi e credo che la libertà di coscienza sia uno dei tesori più preziosi che il nostro Creatore ci ha dato, un tesoro che dobbiamo proteggere”

    Asia Noreeen Bibi – Prigione di Sheikhupura, Pakistan​

    Bellissima lettera, dovrebbero leggerla tutti….

    Per quanto riguarda il discorso del Papa, con tutto il rispetto credo che siano le sue affermazioni la vera ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace….non i matrimoni gay…magari sbaglio, ma per quel che ne so io, la Bibbia non condanna a priori né il sesso né l’omosessualità. È la Chiesa che nella storia ha dimostrato, e ancora dimostra, una grande insensibilità di giudizio su questi e altri argomenti.

    Infine il prete di Lerici…e con lui i troppi uomini, di Chiesa e non, che la pensano come lui…sembra non sia cambiato gran che dal Medioevo…riporto alcune parole scritte nel blog di Nadia Somma, Il fatto quotidiano, che condivido totalmente:
    “Siamo nel 21° secolo, l’Onu ha condannato la violenza sulle donne come crimine e la Convenzione di Istanbul la ritiene una grave violazione dei diritti umani. Fiumi di inchiostro sono stati scritti sulla violenza alle donne, sono stati raccolti dati, denunciato il fenomeno, ma nella Chiesa cattolica persiste uno strisciante oscurantismo che alimenta pregiudizi misogini e sessuofobici. Per spazzar via pregiudizi non basta la conoscenza, ci vorrebbe anche coscienza come ben può spiegare la teoria psicanalitica della proiezione, quel meccanismo di difesa da contenuti inconsci che sentiamo inaccettabili e che attribuiamo ad altri: agli alieni, al demonio, alle donne, agli immigrati, ai “neri”, agli omosessuali e talvolta purtroppo persino ai bambini o alle bambine. Ma ci vorrebbe pure della psicoterapia e con un buon professionista.”

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