La Chiesa e i poveri. L’intervento di Lercaro al Concilio

Giacomo Lercaro

(1891-1976), 7 dicembre 1962, in P Gautier, La Chiesa dei poveri e il Concilio, Firenze, 1965, pagg. 164ss.

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Profezie disattese e profeti scordati…

Ricordando, come hanno già fatto altri, il problema dell’evangelizzazione dei poveri, io sono ben lungi dal voler aggiungere un altro tema al sommario già troppo copioso degli argomenti trattati dal Concilio. Ma tengo ad affermare:

– Noi non daremmo soddisfazione alle più vere e più profonde esigenze del nostro tempo (ivi compresa la nostra grande speranza di favorire l’unità di tutti i cristiani), anzi ci sottarremmo ad esse, se trattassimo il tema dell’evangelizzazione dei poveri come uno dei numerosi temi del Concilio.

– Se in verità la Chiesa, come si è detto molte volte, è il tema di questo Concilio, si può allora affermare, in piena conformità con l’eterna verità del Vangelo, e nel medesimo tempo in perfetto accordo con la situazione storica presente: il tema di questo Concilio è la Chiesa nella misura in cui essa è specialmente “la Chiesa dei poveri”. […]

Detto questo, sarà sufficiente come conclusione e conferma pratica, dare qualche esempio di argomenti cui sarà necessario applicare i nostri decreti di riforma, con ben intesa saggezza e moderazione, ma anche senza nessun compromesso o timidezza:

La limitazione dell’uso dei beni materiali, soprattutto di quelli che per se stessi offrono un’apparenza minore di santa povertà, secondo la parola: Io non ho né oro né argento ma quello che ho te lo dono.

L’avvio di un nuovo stile o “etichetta” per i pontefici, di natura tale da non colpire sgradevolmente la sensibilità degli uomini di questo tempo, né fornire ai poveri un’occasione di scandalo; per evitare il pericolo che noi, assai spesso veramente poveri, abbiamo l’apparenza di ricchi.

– La fedeltà alla santa povertà non solamente individuale, ma anche comunitaria, da parte delle famiglie religiose.

Un nuovo comportamento in campo economico, con l’abbandono di certe istituzioni del tempo passato, ormai prive di utilità e intralcianti il libero e generoso lavoro apostolico.”

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