Cosa resta di una politica cristiana (3)

Giuseppe Toniolo

(1845-1918) Democrazia Cristiana. Concetti e indirizzi, i, in Opera omnia, iii, ii, Città del Vaticano, 1949: programma sociale della democrazia cristiana (1899).

Una pagina che è straordinaria lezione (dimenticata?) di modernità cristiana e coscienza civile

1. Noi vogliamo l’organizzazione graduale della società in associazioni professionali corporative autonome, generali ed ufficiali. Tutti i cittadini appartenenti alla stessa professione o a gruppi di professioni analoghe si riuniscano insieme, conservando individualmente la loro funzione economica… per trattare insieme e regolare i rapporti reciproci e tutelare gli interessi comuni. Perciò chiediamo allo Stato e a tutti gli enti pubblici minori che favoriscano in tutti i modi questa tendenza all’organizzazione corporativa, specialmente lasciando piena libertà e dando il riconoscimento giuridico alle unioni professionali che sotto l’azione dell’iniziativa privata verranno formandosi.

2. Noi vogliamo la rappresentanza proporzionale dei partiti nei Consigli dei Comuni e della nazione, come forma superiore di lealtà politica e come avviamento alla rappresentanza proporzionale degli interessi sociali, che sarà alla portata dell’organizzazione sociale corporativa.

3. Noi vogliamo il referendum e il diritto d’iniziativa popolare.

4. Noi vogliamo un largo decentramento amministrativo come avviamento all’effettiva autonomia… contemporaneamente contemperata colle esigenze… dello Stato.

5. Noi vogliamo una legislazione effettivamente protettiva del lavoro, con la limitazione del lavoro notturno e del lavoro delle donne e dei fanciulli; il riposo festivo obbligatorio; l’assicurazione contro gli infortuni, per le malattie e la vecchiaia; la determinazione della giornata massima di lavoro e del minimum di salario. Noi chiediamo che l’applicazione pratica di queste regole generali stabilite dalla legislazione, la disciplina effettiva e tecnica del lavoro sieno affidate ai corpi professionali corporativi.

6. Noi vogliamo una seria tutela ed efficace sviluppo delle classi e degli interessi agricoli…

7. Noi vogliamo una seria tutela ed un efficace sviluppo delle classi e degli interessi industriali e commerciali: dell’istruzione professionale popolare; delle istituzioni cooperative di produzione, di consumo, di credito, delle associazioni di mutuo soccorso per la costruzione di case operaie…

8. Noi vogliamo una forte diminuzione progressiva delle spese militari e degli altri oneri pubblici

9. Noi vogliamo una riforma tributaria conforme alle esigenze della giustizia distributiva

11. Noi vogliamo la tutela delle libertà civili e politiche: d’insegnamento, di stampa, di associazione, di riunione, di coalizione; la libertà e l’allargamento del suffragio; lo sviluppo della cultura nazionale e dell’educazione religiosa e civile popolare.

12. Noi vogliamo il disarmo generale progressivo, la fratellanza dei popoli e l’arbitrato internazionale.

Tutto questo noi vogliamo come democratici cristiani, perché le riforme che noi domandiamo corrispondono insieme alle aspirazioni di una vera democrazia e ai principi sociali del cristianesimo. Democrazia cristiana vuol dire applicazione integrale del cattolicesimo alla vita privata e pubblica moderna e a tutte le sue forme di progresso.

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