Islam e cristianesimo. Paure e conversioni.

Il Sinodo sull’evangelizzazione, apertosi il 7 ottobre, è ormai alle fasi importanti. Una delle tematiche più sentite è certamente quella del rapporto con l’Islam nei Paesi a maggioranza musulmana. Di questo tema fa ampia sintesi Sandro Magister nel suo sito, cui rimandiamo per chi voglia approfondire la questione. Da quella pagina ci permettiamo qui di riprendere e commentare un paio di interventi di vescovi su questo tema:

1) Mons. Paul Desfarges, vescovo di Constantine, in Algeria ha affermato: “In alcuni dei nostri paesi abbiamo la grazia di accogliere fedeli che provengono da famiglie musulmane. In generale, essi erano tormentati interiormente già da tempo. Questi nuovi discepoli sono talvolta rifiutati dalle loro famiglie o comunque obbligati a mantenere una grandissima discrezione. Con il tempo, scoprono tuttavia che la loro storia spirituale con Dio è iniziata molto prima della conversione e che lo Spirito li ha guidati attraverso questa o quella persona musulmana del proprio ambiente che incarnava valori spirituali e umani. Questi discepoli ci ricordano, anch’essi, che il dialogo della vita è al centro della testimonianza del Vangelo”. Anche Béchara Boutros Rai, patriarca libanese ha ripreso l’argomento, dicendo che “tra i musulmani [vi sono] conversioni segrete al cristianesimo“. (Tra parentesi, il sottoscritto ha curato la pubblicazione presso le edizioni San Paolo di una storia di conversione estremamente interessante, dal titolo IL PREZZO DA PAGARE: è la vicenda vera di un islamico che incontra il mistero eucaristico e decide di farsi cristiano con tutta la sua famiglia; cosa per cui deve fuggire dalla patria, inseguito dai fratelli che lo vogliono uccidere). Si comprende, quindi, come “particolarmente drammatica la constatazione di John Ebebe Ayah, vescovo di Ogoja in Nigeria, il quale ha sottolineato come molti musulmani sognano di convertirsi alla fede cristiana ma non possono realizzare ciò per paura di perdere la propria vita”.

2) Joseph Absi, ausiliare a Damasco dei greco-melkiti di Siria, ha posto un problema che riguarda soprattutto le Chiese d’Occidente: “I musulmani non riescono a distinguere i cristiani dagli occidentali […] La maggior parte dei musulmani sono convinti che la rilassatezza dei costumi, lo sfruttamento dei popoli poveri e deboli, il disprezzo della religione musulmana che avvertono da parte degli occidentali, provenga dai cristiani o dal cristiano”.La confusione tra fedi, politiche e culture è ancora drammaticamente dominante a livello di opinione di massa (e, dobbiamo dirlo, non solo in ambito islamico).

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