Il cerchio continuo dell’anno liturgico

Odo Casel

(1886-1948) Presenza del mistero di Cristo: teologia dell’anno liturgico.

L’anno liturgico non è una linea, ma un cerchio. Nell’anno liturgico non c’è nulla che sia nuovo, si ripete sempre la stessa cosa. L’anno liturgico non ha poi né inizio né fine, ma ha, in certo modo, due punti d’inizio : l’Epifania e la Pasqua, che sono al tempo stesso punti culminanti. Il mistero di Cristo è sempre uguale e uguale nella sua pienezza. Si rivela nella sua pienezza, non negli sviluppi. Lo sviluppo è umano, la pienezza è divina.

Oggi, primo giorno del Signore dell’anno liturgico celebriamo già tutto il mistero della salvezza nell’Eucarestia. Non si può nemmeno dire che il ciclo delle festività dell’Epifania sia premessa al ciclo delle festività pasquali. Tutte e due in fondo racchiudono la stessa cosa, soltanto considerata in due diversi modi. Si potrebbe iniziare indifferentemente l’anno liturgico con la Pasqua e terminarlo con l’Epifania, la quale apparirebbe allora, ancor più di quanto non avvenga oggi, come Parusia. Già da qui risulta come la celebrazione dell’anno liturgico non disponga anello accanto ad anello, ma come i cerchi si sovrappongano l’uno all’altro, si innalzino a spirale e tendano verso l’alto come una vite. Noi celebriamo la stessa cosa, eppure non la medesima ! E’ sempre l’antico, eppure è sempre qualcosa di nuovo, il nuovo. E’ infatti l’eterno, il divino, e il divino è eternamente giovane e nuovo, perché è vita eterna. L’accadimento terreno è morto nell’attimo in cui accade. L’accadimento terreno è caduco. Gli antichi definivano il mondo senescente. La stessa storia salvifica dell’eterna alleanza fu vittima di questa senescenza,, divenne Antica alleanza. Ma quando la vita di Dio si rivelò a noi in Cristo, allora venne quaggiù nella temporalità Colui che eternamente viene, l’eternamente Nuovo. Con la sua risurrezione ha inizio la nuova era, l’era dell’eternità. Ma in questa temporalità la Chiesa, il Cristo deve ancora lottare, soffrire e portare la Croce. Ma il Pneuma è già in Cristo, il Risorto, e quindi nell’eternità di Dio.

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